Giovani atleti, lunghe strade: sala gremita per la primavera dell’Atletica

Martedì 15 marzo presso l’Aula Magna dell’Ateneo del Dipartimento di Scienze Umane si è svolto il 3° Convegno Giovani Atleti Lunghe Strade – Fare sport nel rispetto delle tappe evolutive dei giovani atleti. Il convegno, in convenzione con l’Università degli Studi dell’Aquila corso di laurea in Scienze Motorie ed organizzato dall’Atletica L’Aquila, ha avuto un grosso successo di partecipanti, oltre duecentocinquanta, per le interessanti tematiche trattate. Ad aprire i lavori, coordinati dalla giornalista Angela Ciano, è stato il prof. Antonio Di Giulio, docente presso il corso di studi in Scienze Motorie con un intervento su “L’alimentazione adattata”.
Il Prof. Antonio Di Giulio, docente di “basi biochimiche della nutrizione umana” e “adattamenti metabolici nutrizionali” nel suo intervento, si è soffermato sul fatto che non c’è bisogno di integratori nella dieta quotidiana, in quanto la natura dà all’uomo ciò di cui ha bisogno. L’uomo utilizza come carburante, i zuccheri, i lipidi e le proteine e tale richiesta da parte dell’organismo può variare a seconda dello sport che si va a praticare. Inoltre per i diversamente abili, la dieta va adattata alla tipologia di sport praticato. Chi corre in handbike non può alimentarsi come chi pratica ciclismo. Il secondo intervento sullo sviluppo della forza nelle fasce giovanili “La giusta misura” è stato quello del Prof. Roberto Bonomi, che per trent’anni ha collaborato con il Prof. Carlo Vittori, allenatore di Pietro Mennea, oltre che con Carmelo Bosco esperto in fisiologia e biomeccanica dello sport. “La giusta misura”, secondo Bonomi, rappresenta la strada migliore per il raggiungimento del risultato ed unitamente alla corretta conoscenza della fisiologia e del fenomeno, limita di molto la possibilità di produrre danni sui giovani atleti. La sua relazione è stata in precedenza presentata ad Aosta e poi ad Acireale. L’incontro con Joffre Porta e Riccardo Piatti, lo hanno portato a sperimentare i suoi studi nel mondo del tennis, con esperienze importanti che in qualche modo hanno avvalorato le sue intuizioni dandogli successivamente una reale possibilità di azione.
Bonomi ha tenuto a precisare come per esempio nella fascia di età che va dai 9 ai 13 anni, in cui le possibilità di intervento sono infinite, non esiste un limite alla crescita dei ragazzi ed alla somministrazione di carichi di lavoro, ma un importante limite però esiste, ed è quello definito dalla conoscenza, dalla consapevolezza e dalla coscienza del tecnico che guida l’attività del giovane atleta. Ecco il perché della “Giusta misura” da utilizzare sempre nello sport e soprattutto con i più giovani.
A chiudere la scaletta degli interventi è stata la Prof.ssa Maria Giulia Vinciguerra, Presidente del Consiglio Area Didattica (CAD) presso il corso di studio in Scienze Motorie con un intervento su “L’attività motoria nella disabilità come cultura e stile di vita”. La Prof.ssa Vinciguerra nel suo intervento, è partita da lontano quando la disabilità era un tabù e rappresentava l’esclusione del “diverso” fino alla strada dell’integrazione, una lunga strada ancora da percorrere insieme. I riferimenti al 1948 non sono mancati, a Sir Ludwing Guttmann, neurologo tedesco, padre fondatore dello sport per disabili che riuscì a portare Giochi di Stoke Mandeville, alle Olimpiadi di Roma del 1960, poi riconosciuti come I Giochi Paralimpici. Ha puntualizzato nel suo intervento come lo sport sia il veicolo e il volano della disabilità e come i Giochi Paralimpici parlino il linguaggio dell’abilità e non della disabilità. Hanno presenziato l’incontro il Prof. Rosito Scaramucci, decano di Scienze Motorie, che gli studenti aquilani e non, che hanno frequentato l’ISEF, ricordano con affetto, Luciano Perazza (CONI Provinciale e Regionale), Demetrio Moretti (Panathlon L’Aquila), Alba Palazzi Agostinelli (AIL L’Aquila), Noemi Tazzi (CSI L’Aquila).