Adozioni gay, la famiglia secondo un bambino

Permettere o meno a coppie omosessuali di adottare bambini è un tema aspramente dibattuto, in tanti si sentono in dovere di parlare in nome dei bambini, nessuno però tenta di farlo mettendosi nei loro panni. A fare un tentativo in questo senso è stato Matteo Grimaldi, aquilano ma residente a Firenze, nel libro La famiglia X.
L’opera, che è stata presentata nella serata di mercoledì 14 giugno, narra la storia del tredicenne Michael, un giovane appassionato di matematica che dopo l’allontanamento dai genitori naturali viene affidato ad una coppia omosessuale composta da due uomini, Davide ed Enea. In un periodo in cui si discute aspramente e speso con toni inopportuni sulle adozioni da parte delle coppie gay, Matteo Grimaldi fornisce con il suo libro per ragazzi una visione del tutto nuova della delicata questione in quanto presenta al lettore il punto di vista del bambino stesso. Si tratta di una storia ricca di spunti di riflessione e dalle molteplici chiavi di lettura: a tale proposito IlCapoluogo ha intervistato l’autore che è stato ben felice di soddisfare le varie curiosità che un libro del genere può far sorgere.
Matteo, perché hai scelto un titolo dal sapore così matematico?
Il titolo fa riferimento alla passione del protagonista per la matematica ed a come l’X indichi sostanzialmente un’incognita. La vita mette Michael davanti a molte incognite dal momento che, dopo essere stato allontanato dalla famiglia d’origine viene affidato ad una coppia composta da due uomini. Egli, privato di una solida situazione familiare, interpreta ciò che gli accade sulla base dei suoi schemi mentali che non sono quelli rigidi della maggior parte degli adulti che lo circondano.
Davanti al vuoto legislativo in materia di adozioni da parte delle coppie gay il tuo libro si può dire che va ad accrescere il materiale di tipo narrativo.
Sicuramente, tuttavia voglio sottolineare come il libro vada oltre la questione di quale sia la forma giusta di famiglia, il giovane Michael incontra non solo Davide ed Enea ma anche tutta una serie di figure, amici, parenti, una ragazza, che lo porteranno a chiedersi chi sono le persone con cui valga la pena stare.
Qui entra in gioco la X
Esatto, la famiglia, per la maggior parte di noi, è quella composta da due genitori, siano esse miste io meno, ma possono essere anche gli amici più stretti o i parenti più cari, insomma tutti coloro che ci aiutano e ci vogliono bene.
Si tratta di un ragionamento molto elastico
In verità è proprio il ragionamento che il più delle volte fanno i giovanissimi, che non appartenendo ancora al mondo degli adulti non vengono interpellati quando si decide del loro destino, per questo motivo consigli la lettura del libro anche agli adulti.