
L’Aquila, 15 feb 2012 – Svolta nelle indagini sul caso del presunto stupro di Pizzoli. Il giovane militare del 33 esimo reggimento di artiglieria terrestre Aqui dell’Aquila, già sentito dagli inquirenti, sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati, secondo quanto riporta stamane il quotidiano Il Messaggero. Il giovane, trovato con alcune macchie di sangue sui pantaloni, non avrebbe ancora saputo dare spiegazioni sulle tracce ematiche ritrovate.
Con gli strumenti di laboratorio, gli inquirenti che stanno lavorando insieme ai colleghi della Compagnia, hanno rinvenuto inoltre un capello della giovane vittima nell’auto, molto probabilmente utilizzata dall’aggressore per consumare il rapporto sessuale terminato in maniera drammatica per la giovane ragazza, lasciata nel parcheggio della discoteca, in mezzo alla neve.
Sempre i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche dell’Aquila hanno prelevato all’interno della discoteca alcuni mozziconi di sigaretta, dei bicchieri e delle cannucce, utilizzati dalla giovane e dal terzetto di militari. Sequestrato anche il giubbetto dell’indagato, lasciato inspiegabilmente all’interno della discoteca, quando è uscito fuori con la studentessa per appartarsi prima all’interno della macchina, poi all’esterno del locale da ballo. Reperti che sono stati inviati nei laboratori specializzati del Ris di Roma per essere confrontati con le tracce ematiche rinvenute sul corpo della giovane vittima. Ieri invece i militari hanno cominciato a visionare i filmati delle telecamere esterne della discoteca a caccia di particolari utili per il proseguo della delicata indagine.
QUATTRO SOSPETTATI, C’E’ANCHE UNA DONNA – Sono quattro i sospettati del presunto stupro della giovane laziale, ancora ricoverata in stato di shock e con gravi ferite all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, avvenuto al di fuori della discoteca Guernica, nel comune aquilano di Pizzoli, nella notte tra sabato e domenica scorsi. Si tratta di tre giovani militari, due campani e un aquilano e di una ragazza fidanzata dell’aquilano. La loro posizione è ora all’esame della Procura della Repubblica.
I ragazzi sono stati bloccati da due buttafuori e dal gestore del locale mentre stavano lasciando la discoteca a bordo di una macchina subito dopo il ritrovamento della studentessa che era svenuta seminuda in mezzo la neve e in mezzo a una pozza di sangue. La posizione più grave sarebbe quella di un giovane militare originario della provincia di Avellino che è stato trovato con la camicia e le mani sporche di sangue. Il giovane, durante la deposizione come persona informata sui fatti, ha prima negato tutto e poi, messo alle strette, ha confessato il rapporto sessuale difendendosi però con il fatto che la vittima fosse consenziente, con un racconto definito pieno di contraddizioni.
I quattro, comunque, sono stati portati in caserma e interrogati a lungo nella giornata di domenica e, dopo aver respinto ogni addebito, sono stati rilasciati, tant’é vero che i tre militari hanno ripreso regolarmente il loro servizio in caserma. I quattro non possono essere tecnicamente considerati iscritti sul registro degli indagati perché gli atti dell’inchiesta, per ora contro ignoti, sono secretati alla luce della delicatezza del caso che ha un’eco nazionale. Ma su di loro si concentrano le indagini della Procura e dei carabinieri che tuttavia attendono le risultanze degli esami dei Ris di Roma per ricostruire una vicenda che ha ancora molti punti oscuri, e stabilire che cosa è successo e i ruoli e le responsabilità dei quattro.
La svolta alle indagini è stata data dalla denuncia della madre della giovane che fa parte di una famiglia molto stimata nel Lazio, considerato che la giovane studentessa ancora in stato di shock non ricorda quanto accaduto, perché si è svegliata in ospedale, e non può essere sentita dagli investigatori.
SEQUESTRATA AUTO DI UNO DEI SOSPETTATI – Anche se non ci sono ancora iscrizioni sul registro degli indagati, tuttavia sono stati adottati già dei provvedimenti nell’ambito dell’inchiesta sullo stupro della giovane studentessa laziale, avvenuto in una discoteca dell’Aquilano nella notte tra sabato e domenica scorsi. In particolare il gip ha convalidato il sequestro dell’auto con la quale i quattro sospettati, due campani e un aquilano, e la fidanzata di quest’ultimo, stavano lasciando la discoteca dopo il ritrovamento al di fuori del locale della giovane svenuta in mezzo alla neve.
Sull’auto, di proprietà del militare aquilano, sono stati rinvenuti reperti di sangue e altro materiale che è al vaglio dei Ris di Roma. Il gip ha anche convalidato il sequestro di alcuni indumenti tra cui la camicia sporca di sangue che era indossata dal militare di stanza all’Aquila e originario della provincia di Avellino, sul quale si addensano i maggiori sospetti della violenza sessuale. Le indagini continuano: stamane in Procura è stata sentita come persona informata dei fatti l’amica del cuore della giovane studentessa laziale, che sabato sera era uscita in sua compagnia, ma che aveva lasciato il locale, secondo quanto si è appreso, un’ora prima della chiusura della discoteca. Per permettere ulteriori rilievi nel locale, la discoteca è stata chiusa su provvedimento del questore dell’Aquila per 10 giorni, dopo la richiesta fatta dai carabinieri.
PRESIDE UNIVERSITA’, CONDANNA UNANIME – «La Facoltà di Ingegneria dell’Aquila esprime ferma e unanime condanna per l’atto di violenza avvenuto a Pizzoli (L’Aquila) e riportato dagli organi di stampa, ai danni di una studentessa conosciuta come corretta, diligente e studiosa. Un episodio esecrabile, che ha turbato profondamente la comunità universitaria». Lo ha detto in una nota il Preside della Facoltà Pier Ugo Foscolo. «La Facoltà esprime piena solidarietà alla persona e alla famiglia, ed è pronta ad offrire tutto il sostegno umano e materiale da loro considerato utile ed opportuno».