Neutrini più veloci della luce: dopo la smentita, nuovi test a maggio

23 febbraio 2012 | 18:46
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Neutrini più veloci della luce: dopo la smentita, nuovi test a maggio

L’Aquila, 23 feb 2012 – Sono previsti a maggio i nuovi test per misurare la velocità del fascio di neutrini dal Cern di Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La notizia del riesame dei dati arriva dopo la scoperta di due amomalie che potrebbero aver alterato le misurazioni sulla velocità dei neutrini.

L’annuncio di un nuovo esame è arrivato oggi dalla collaborazione internazionale Opera, il gruppo di ricerca che nel settembre scorso ha rilevato i dati secondo i quali i neutrini sarebbero più veloci della luce. «Dei due effetti rilevati – spiega Opera in una nota – il primo potrebbe aumentare l’entità dell’effetto misurato nel settembre scorso e per il quale i neutrini risultavano superare la velocità della luce di 60 nanosecondi, mentre il secondo potrebbe ridurre quello stesso effetto e i neutrini risulterebbero quindi più lenti.  I due effetti possono modificare la misura del tempo di volo dei neutrini in senso opposto. Nel continuare le investigazioni in corso, la Collaborazione intende realizzare un’ulteriore misura della velocità dei neutrini appena un nuovo test con il fascio di neutrini “pulsato” sarà possibile nel corso del 2012 –  conclude la nota, e nuove misure con un nuovo fascio di neutrini sono previste in maggio».

«Il sospetto principale ricade in un malfunzionamento nella ricezione – ha spiegato Lucia Votano, Direttore dei Laboratori del Gran Sasso all’interno del sistema di acquisizione dati di Opera, del segnale temporale generato dal gps trasmesso tramite fibra ottica. Bisogna dare merito ad alcuni ricercatori dell’Infn di Opera di avere tenacemente seguito questo particolare indizio mediante verifiche che si sono concluse in questi giorni.

La parola finale sul valore della velocità dei neutrini potrà essere messa tra poco, quando riprenderà l’invio del fascio di neutrini verso il Laboratorio del Gran Sasso, dove, oltre ad Opera, altri esperimenti si sono attrezzati per ripetere la misura».

«Tengo a precisare –  ha concluso la Votano – che il malfunzionamento sopra citato non si ripercuote in nessun modo sullo studio in modo diretto del fenomeno dell’oscillazione del neutrino, che rappresenta lo scopo scientifico principale dell’esperimento Opera».