Cartiera Burgo, confronto in Regione

3 luglio 2012 | 12:25
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Cartiera Burgo, confronto in Regione

Per salvaguardare i livelli occupazionali e le prospettive industriali dello stabilimento c’è l’impegno di tutte le forze politiche, istituzionali e sindacali. In primis, il presidente della Regione, Gianni Chiodi che medierà con i vertici aziendali al fine di posticipare l’adozione del provvedimento previsto per giovedì prossimo che porterebbe, di fatto, alla chiusura definitiva della Cartiera di Avezzano.

Inoltre, in consiglio regionale è stata presentata una risoluzione urgente al fine di evitare la chiusura di un’azienda vitale e fondamentale per l’intera economia del territorio, una delle eccellenze del gruppo Burgo ritenuta una realtà di grande rilevanza industriale. La soluzione individuata è quella di una strategia comune, finalizzata ad ottenere un incontro con la proprietà e trovare rapidamente una soluzione positiva.

«A questo punto – ha commentato il presidente della Regione – ci deve essere l’impegno di tutte le forze in campo per affrontare problematiche occupazionali serie, dove la situazione di pesante crisi rischia di assumere contorni angosciosi. C’è il sostegno incondizionato della Regione a salvaguardia dello stabilimento e dei posti di lavoro. Attività che va inserita nel più ampio contesto riguardante un tavolo allargato per cui chiediamo anche il coinvolgimento delle forze parlamentari dei diversi schieramenti affinché facciano la loro parte senza divisioni di colore politico, oltre alla mobilitazione territoriale, con Provincia e Comune».

Al summit di oggi in consiglio regionale, erano presenti tra gli altri, anche gli assessori regionali Angelo Di Paolo e Paolo Gatti, i consiglieri Giuseppe Di Pangrazio, Walter Di Bastiano, Daniela Stati e Giovanni D’Amico, oltre a rappresentanti sindacali, della Provincia e sindaci marsicani con in testa il primo cittadino di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio.

La Regione ha assicurato il massimo impegno a individuare strumenti utili per il superamento del momento di crisi, nell’auspicio che il percorso comune possa concludersi con il mantenimento dei posti di lavoro e il presidente contatterà personalmente, nelle prossime ore, i vertici di Burgo Group Spa. Del resto, vista la crisi aziendale e le difficoltà incontrate la prima emergenza è la salvaguardia dei posti di lavoro: alle dipendenze dirette della Burgo Group ci sono 446 lavoratori, mentre 110 persone vi operano per conto di ditte esterne, più l’indotto. Una semplice delibera del consiglio di amministrazione della Burgo Group, che dovrebbe riunirsi il 5 luglio, potrebbe segnare definitivamente le sorti dell’azienda avezzanese.

«Il sostegno in difesa dello stabilimento marsicano segna un nuovo corso per l’Abruzzo – ha commentato il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio – le battaglie in difesa dell’occupazione e per lo sviluppo vanno combattute insieme, mettendo da parte le solite alchimie della politica. Questa è la strada giusta se vogliamo fare gli interessi dei cittadini».

In serata Gianni Chiodi ha fatto sapere di aver già avuto un primo contatto con il direttore generale del Gruppo Burgo Spa, Alberto De Matthaeis dal quale è emerso, come spiega lo stesso governatore che «non si tratta di una decisione definitiva per la cartiera Burgo. Il 5 luglio il consiglio di amministrazione della società si riunirà e prenderà in esame le problematiche legate allo stabilimento di Avezzano in un contesto difficile e generalizzato per l’intero gruppo. Successivamente, ci saranno incontri a livello sindacale e solo dopo si potrà capire se ci sono le condizioni per scongiurare il pericolo di chiusura». «Nel frattempo – ha aggiunto Chiodi – sarò costantemente informato sull’evolversi della situazione. L’azienda ha mostrato una grande apertura che spero sia di buon auspicio. Il direttore generale mi ha illustrato il momento di gravissima crisi in cui si trova il gruppo e da cui potrebbe scaturire la chiusura dello stabilimento avezzanese per evitare un crollo generale. Dobbiamo però evitare che ciò accada e salvaguardare i posti di lavoro con la piena disponibilità di tutti, a vari livelli».

GLI INTERVENTI POLITICI

[U]APPROVATA RISOLUZIONE DI PANGRAZIO[/U] – Il Consiglio regionale intanto ha approvato, all’unanimità, una risoluzione sulla vertenza della cartiera. Nel documento – il cui primo firmatario è il consigliere Giuseppe Di Pangrazio (Pd) – si impegnano Chiodi e l’assessore regionale competente ad attivarsi per porre in essere “tutte le azioni necessarie, anche in diretto rapporto con la proprietà dell’azienda e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, per portarli a conoscenza della questione ed evitare la chiusura dello stabilimento di Avezzano”. Nella risoluzione si chiede anche di interessare della questione il Parlamento.

INTERROGAZIONE AL GOVERNO DI PICCONE – E’ stata inoltre presentata dal senatore del Pdl, Filippo Piccone, un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio, Mario Monti ed al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, per il problema inerente il sito produttivo della Cartiera Burgo.

«E’ importante – ha dichiarato Piccone – che il governo intervenga immediatamente per scongiurare l’eventuale chiusura dello storico stabilimento della cartiera ad Avezzano, dove sono impiegate alle dirette dipendenze 446 persone oltre ad altre 300 che operano tra ditte esterne ed indotto. L’Abruzzo non può ulteriormente permettersi la chiusura di un altro stabilimento che coinvolge la sorte di centinaia di famiglie marsicane. Qualche anno fa – ha aggiunto Piccone – la Burgo ha già operato un drastico ridimensionamento industriale nella nostra regione, basti ricordare il sito produttivo di Chieti. Il 28 giugno scorso le sigle nazionali sindacali hanno comunicato l’intenzione della proprietà di chiudere il sito di Avezzano, chiediamo quindi al governo un intervento urgente per verificare la fondatezza di tale notizia e, se vera, di procedere con tutti i mezzi istituzionali necessari per scongiurare tale decisione, in modo prioritario – conclude Piccone – spostare la decisione della eventuale chiusura di qualche giorno per trovare utili soluzioni alternative e necessarie per un confronto costruttivo che tenga in debita considerazione il futuro dei suoi dipendenti».

DI STEFANO, COINVOLGERE MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO – «La dismissione dell’impianto – ha commentato il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano – getterebbe in mezzo ad una strada centinaia di lavoratori, innescando una gravissima crisi per le relative famiglie. Senza considerare l’indotto che uno stabilimento così importante produce per l’economia locale. Anche per queste ragioni, insieme al senatore Piccone, ho intenzione di farmi promotore di un’iniziativa che coinvolga il ministero dello Sviluppo Economico. E’ necessario che sia il governo stesso ad individuare giuste soluzioni che evitino la fine di un’azienda storica ed importante per la Regione Abruzzo. Non possiamo permetterci di perdere un patrimonio della nostra regione».

LE REAZIONI

CONFCOMMERCIO L’AQUILA: OCCORRE TAVOLO NAZIONALE

«L’immediata convocazione da parte del Presidente della Regione Chiodi degli amministratori e delle forze sociali all’Emiciclo dell’Aquila sulla vicenda Burgo è un fatto estremamente positiva, ma non basta». Lo dicono il direttore e il presidente della Confcommercio Celso Cioni e Roberto Donatelli per i quali «occorre da subito una mobilitazione ed un intervento di tutti i parlamentari abruzzesi che, unitariamente all’azione della Regione, richiedano al Governo Monti l’attivazione di un tavolo nazionale che, da subito, dia i segnali giusti ai vertici della Burgo Group. Prima che sia troppo tardi».

«Altrimenti, – proseguono – ancora una volta dovremo assistere a rituali mediatici ed istituzionali che non producono risultati ed evidenziano l’impotenza della politica sull’economia. La vicenda Burgo, insomma – afferma la Confcommercio – deve diventare necessariamente emblematica per dare un segno nuovo e diverso rispetto al passato che ha visto nel comprensorio della nostra provincia un rosario infinito di chiusure, licenziamenti a migliaia, che stanno riportando la Marsica, la Provincia dell’Aquila e l’Abruzzo a livelli di sottosviluppo da cui la nostra regione si era affrancata nei passati decenni. Insomma, il nostro deciso invito per evitare un altro colpo ferale alla economia marsicana ed abruzzese è rivolto ai rappresentanti autorevoli del Parlamento ai quali diciamo che su questa vicenda ‘Nessun dorma’».

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