
Il Consiglio regionale nel pomeriggio, dopo una serie di riunioni della conferenza dei capigruppo che hanno impedito per gran parte della giornata l’inizio dei lavori, ha approvato all’unanimità una variazione di bilancio che assegna, tra le altre destinazioni, fondi al settore della cultura per un milione e 300mila euro, un contributo di 490mila all’Associazione regionale allevatori e uno di 800mila euro al Ciapi di Chieti.
Il provvedimento si è reso necessario dopo l’impugnativa, da parte del Governo centrale, della precedente legge che finanziava gli stessi interventi attraverso il reperimento finanziario nell’ambito dei fondi accantonati per il contenzioso sulla Ria (retribuzione individuale di anzianità) con il personale della Regione.
L’assemblea ha anche licenziato il progetto di legge che amplia le funzioni e ridefinisce alcuni aspetti gestionali dei Consorzi di Bonifica, e il provvedimento di modifica della normativa sanitaria regionale in ottemperanza alle disposizioni dello Stato.
Il consiglio ha poi dato il via libera alla risoluzione che impegna il presidente della Giunta a promuovere un’iniziativa congiunta, insieme agli altri presidenti delle Regioni italiane, “affinché vengano ripristinati i trasferimenti statali destinati agli indennizzi per i pazienti rimasti colpiti da patologie causate da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”.
«Grazie al lavoro del capogruppo del Pdl Verturoni abbiamo avuto una giornata molto positiva – ha spiegato il portavoce del Pdl, Riccardo Chiavaroli – poiché la manovra finanziaria approvata non solo risponde ai rilievi del governo ma soprattutto finanzia settori importanti come la cultura e la marineria oltre a consentire il pagamento di stipendi a enti importanti come il Cotir».
Gli altri provvedimenti, tra cui quello sul doppio vitalizio (il capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, ha chiesto il rinvio in Commissione per un ulteriore approfondimento), sono stati rinviati alla prossima seduta.
La seduta si è sciolta per mancanza del numero legale.