Divieto di alimentare i randagi «ordinanza illegittima»

«L’ordinanza che ordina il divieto di somministrare cibo ai cani di quartiere è illegittima».
Ad affermarlo è Cristiana Graziani, Medico Veterinario dei Volontari di Strada. «Non vi è alcuna norma di legge che vieta di alimentare gli animali randagi nei luoghi in cui essi trovano rifugio – ha aggiunto in una nota – ed è in contrasto sia con la normativa nazionale 281/91 che con quella Regionale Abruzzo 86/99 che definisce le norme per il rispetto e la tutela degli animali randagi /vaganti e con il Regolamento Comunale n. 74 del 2002 , tenacemente promosso dall’ex Assessore al Randagismo Corrado Ruggeri».
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«Lo stesso assessore al randagismo Roberto Riga – ha continuato Cristiana Graziani – ha emanato un avviso pubblico del 6 febbraio, che conteneva un termine perentorio di scadenza, dove i cittadini Aquilani potevano segnalare al suo Assessorato i cani candidati come ‘di quartiere’, assumendo la figura di referente per il benessere e il mantenimento».
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«I cittadini che non hanno partecipato al bando, molti dei quali non erano a conoscenza dell’avviso ed anche perché poco sponsorizzato dal Comune, oggi si vedono costretti a lasciare incustoditi numerosi cani di quartiere a causa del divieto di alimentare, dissetare , accudire e curare i cani che vivono da decenni in numerosi quartieri nella nostra città. Ciò dimostra la totale assenza di sensibilità e rispetto della cultura Biocentrica. Impugneremo l’ordinanza».
«La giurisprudenza amministrativa- ha dichiarato Enrico Perilli,Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Ambiente – si è più volte espressa riguardo alle cosiddette ‘ordinanze affama randagi’, sospendendole primama e annullandole poi, in seguito ad appositi ricorsi. Nutrire e curare gli animali vaganti, non può considerarsi un illecito e pertanto l’ordinanza del vicesindaco Roberto Riga che vieta questo comportamento va presto annullata. Pertanto ne chiederò la revoca immediata».
«Inoltre – ha concluso – lo strumento giuridico per donare decoro alla nostra città, non è di certo questa ordinanza non chiara peraltro neanche nelle finalità. In realtà la ASL della nostra città non ha fornito alcuna prova o studio comprovante l’affermazione riportata dal vicesindaco rispetto all’assenza di igiene del suolo pubblico. Ritengo invece che esiste purtroppo esagerata attenzione, vedi la vicenda del cane Prosperino, nella zona della Fontana Luminosa ove pare ci siano residenti che segnalano e lamentano di continuo la convivenza con i nostri storici cani di quartiere».