Tribunali con 3 anni di vita in più, non contenta L’Anm

31 gennaio 2014 | 15:30
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Tribunali con 3 anni di vita in più, non contenta L’Anm

La sezione Abruzzo dell’Associazione nazionale magistrati esprime «sgomento» e «preoccupazione» per la notizia dell’approvazione da parte del Senato, all’interno del decreto ‘mille proroghe’, dello spostamento, almeno fino al 2018, della data in vigore della riforma della geografia giudiziaria riguardante i tribunali di L’Aquila e Chieti, che avrebbero dovuto accorpare, entro il termine già prorogato del 2015, i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto.

Auspica pertanto che il provvedimento venga «cancellato» nel successivo passaggio alla Camera dei deputati. In una nota, la giunta distrettuale abruzzese dell’Anm, presieduta da David Mancini, fa presente, fra l’altro, che la notizia dello spostamento è stata appresa dai magistrati, la mattina del 30 gennaio scorso, «solo dagli organi di stampa».

Nella nota, Mancini spiega che «l’associazione nazionale magistrati e la giunta distrettuale abruzzese confidavano nell’entrata in vigore della riforma, così come avviene nel resto d’Italia, al fine di adottare nuovi strumenti organizzativi di razionalizzazione delle risorse in termini di efficienza del servizio giustizia».

Per l’Anm, «la crescente domanda di giustizia che proviene dai territori abruzzesi, ancora di più dopo il sisma, impone di adottare soluzioni organizzative che non possono essere più offerte dai tribunali minori».

Ciò, a detta dell’associazione magistrati, vale per tutti i tribunali, tra cui Chieti, «ma è ancora più evidente per uffici di dimensione distrettuale come il caso dell’ufficio giudiziario di L’Aquila, sede della procura e del tribunale distrettuale».

Secondo l’Anm, inoltre, «lascia sbigottiti la soluzione adottata ed il metodo seguito, caratterizzati dalla mancanza di una sia pur minima interlocuzione in ordine ad una possibile modificazione della situazione generale». L’Associazione parla anche di «assenza di sensibilità istituzionale» riguardo alla vicenda.

Nella nota, sottolinea come l’ulteriore proroga sarebbe «l’ultimo tentativo di preservare interessi logistici ed individuali», frutto di logiche lontane dall’interesse dei cittadini che chiedono una giustizia più efficiente e moderna.

Per l’Anm Abruzzo, ciò è tanto più grave in quanto l’unico motivo apparente sarebbe dato dalla condizione di inagibilità dei tribunali di L’Aquila e Chieti, «dato fuorviante e strumentale poiché tale condizione certamente non sussisterà al settembre 2015, data di scadenza della prima proroga».