Cialente a Roma: «I primi custodi del Gran Sasso, gli aquilani»

22 maggio 2014 | 11:38
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Cialente a Roma: «I primi custodi del Gran Sasso, gli aquilani»

Ad Arturo Diaconale, presidente del Parco nazionale del Gran Sasso, è spettato l’onore di aprire il pomeriggio di studio dedicato alle montagne d’Abruzzo, tenutosi ieri a Roma.

Il suo auspicio è stato chiaro: «Dobbiamo trovare il giusto rapporto tra L’Aquila e il Gran Sasso, sono due realtà strettamente congiunte. L’Aquila – ha detto – è indubbiamente una città ‘diffusa’ e non deve mai dimenticare questa sua storia e questa sua vocazione, tenendo presente che il terremoto ha amplificato lo spopolamento e con esso il degrado dei nostri territori».

Massimo Cialente, sindaco di L’Aquila, ha colto l’occasione per descrivere i suoi progetti per lo sviluppo del Gran Sasso e le caratteristiche peculiari del Piano d’Area.

«Questa iniziativa della Società Geografica è estremamente importante: il Gran Sasso è il nostro futuro». Il sindaco ha voluto ribadire come «Già prima della creazione del Parco, i veri ‘custodi’ della biodiversità del nostro territorio sono stati gli aquilani stessi. Non dimentichiamo il rapporto tra uomini e i contesti ambientali».

Dopo queste considerazioni ha lanciato un messaggio chiaro: «Il Piano d’area ci permetterà di recuperare 30 anni di ritardo, senza violare l’ambiente. Gli aquilani lo sanno e sostengono quest’iniziativa».

Ha inoltre aggiunto: «Non voglio fare allarmismo ma se non si agisce subito sarò costretto a chiudere il Centro turistico, con tutto quello che ne consegue anche dal punto di vista occupazionale, visto che i dipendenti non potranno essere riassorbiti dall’Amministrazione o dalle altre aziende».

E ha concluso affermando: «Su questa iniziativa ci metto la faccia: sarò il garante dell’equilibrio tra gli investimenti e la tutela dell’ambiente».

Rodolfo de Laurentiis ha aggiunto: «Parlare di montagna nella nostra regione significa fare i conti con una dimensione identitaria profonda. Un ‘racconto’ carico di suggestioni e di aspettative. La nostra montagna è la sintesi delle nostre diversità, la sfida è farne un brand attraente e riconosciuto».

Franco Salvatori, che ha parlato a nome della Società Geografica, ha voluto sottolineare il significato dell’evento: «Siamo vicini a L’Aquila, con la consapevolezza che la cultura, il turismo, la scienza e lo sport siano gli asset strategici della ricostruzione economica e sociale, e tutti questi elementi siano profondamente radicati nella storia del Gran Sasso».

Per Salvatore Santangelo – a cui sono state affidate le conclusioni – la «priorità è quella di coltivare tutte queste diverse possibilità strategiche. Sarà importante riuscire a trovare la giusta sinergia per rendere le nostre montagne, un ‘rifugio’ naturale per i tutti coloro che sono alla ricerca di autenticità, appartenenza, identità e bellezza».