Guardia di Finanza in festa, 240 anni di legalità

24 giugno 2014 | 11:18
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Guardia di Finanza in festa, 240 anni di legalità

E’ cominciata alle ore 10 e 30 di stamani la cerimonia di festeggiamenti e premiazioni per i 240 anni del Corpo della Guardia di Finanza. L’Aquila in subbuglio per l’importante anniversario dell’Arma. Un inno alla legalità e alla trasparenza.

Alla presenza delle più alte cariche istituzionali dell’Aquila, il comandante regionale, generale di brigata Francesco Attardi, dopo aver rivolto un significativo discorso ad una rappresentanza di militari in servizio nel capoluogo, ha reso noto il bilancio dell’attività operativa svolta, nei primi mesi del 2014, dai dipendenti Reparti del Corpo.

I NUMERI – Rilevata e segnalata una evasione ai fini delle imposte dirette di 95 milioni di euro e ai fini dell’Iva di 27,4 milioni di euro e nel contrasto alla cosiddetta evasione fiscale internazionale recuperati circa 3,8 milioni di euro. Sono alcuni dei numeri più significativi del bilancio dell’attività della guardia di finanza abruzzese nei primi mesi del 2014.

«L’Abruzzo non è una regione di evasori, l’evasione è da considerare fisiologica. Ma ci sono sacche di evasione a qualsiasi livello, sia fiscale sia contributiva – ha spiegato il comandante regionale, generale Francesco Attardi – certo, in un periodo di crisi economica il furbo non viene visto dalla gente come una entità da emulare, chi evade e chi sperpera danaro pubblico viene mal tollerato dalla collettività onesta».

Attardi ha anche sottolineato l’attività nel cratere del terremoto che ha portato alla scoperta di «tanti furbetti» che hanno usufruito illecitamente di finanziamenti per la ricostruzione: in particolare, l’attività ha portato al sequestro di un immobile commerciale per circa 2 milioni di euro.

I 95 milioni sono riferiti «sia a ricavi di contribuenti infedeli e non indicati nelle dichiarazione dei redditi, sia da maggiori costi, fittizi o non inerenti, che gli stessi contribuenti hanno indebitamente esposto per abbattere il reddito e pagare meno tasse».

Nei primi mesi dell’anno, la Gdf ha operato 932 interventi ispettivi, di cui 522 verifiche e 385 controlli.

La Guardia di finanza abruzzese, nei primi mesi del 2014, ha anche accertato oltre 4,8 milioni di euro di danni erariali nel corso di 25 interventi che hanno portato a 20 violazioni e alla denuncia di 107 persone. Come ha sottolineato il comandante regionale, generale Francesco Attardi,il servizio svolto nel comparto risponde, tra l’altro, ad una pressante istanza dell’opinione pubblica per una gestione trasparente delle risorse della collettività e si collega alla politica di contenimento delle uscite di bilancio.

Nell’ambito del contrasto alla contraffazione, nel corso di 16 interventi, sono stati sequestrati complessivamente quasi 4,5 milioni di articoli con marchio contraffatto, oltre che pericolosi per la salute dei consumatori; una persona è stata arrestata e 11 denunciate.

La Guardia di finanza ha anche accertato un riciclaggio per circa 2,4 milioni di euro, nell’ambito del quale sono state denunciate all’autorità giudiziaria di nove soggetti e ed approfondito 227 segnalazioni di operazioni sospette.

LE ATTIVITA’ DELLE FIAMMME GIALLE

ILLECITI FINANZIARI ED ECONOMICI – In particolare, è stato evidenziato, tra l’altro, come gli illeciti finanziari ed economici – dall’evasione fiscale al lavoro sommerso, dalle frodi comunitarie alle frodi su incentivi nazionali, dalla criminalità organizzata al riciclaggio, dall’abusivismo finanziario alle truffe in danno dei risparmiatori – siano stati affrontati in maniera unitaria e trasversale, in virtù delle molteplici potestà attribuite al Corpo, che consentono alle Fiamme Gialle di individuare le immancabili connessioni che intrecciano le diverse tipologie di illeciti.

Per quanto concerne l’evasione fiscale, l’azione del Corpo, nello specifico settore, è indirizzata prioritariamente verso i fenomeni più gravi ed insidiosi, per i danni che arrecano al bilancio dello Stato, delle Regioni, degli enti locali e del sistema economico nel suo complesso, ma anche al concreto recupero delle risorse illecitamente sottratte all’Erario – e di conseguenza alla collettività – mediante una sempre più efficace e diffusa aggressione dei patrimoni dei responsabili dei reati tributari, con il sistematico interessamento dell’Autorità Giudiziaria. Fondamentale, nel garantire la “qualità degli interventi”, finalizzata a tradurre le ispezioni in un effettivo recupero d’imposta, è lo sviluppo di appropriate attività di intelligence, di analisi di rischio e di controllo economico del territorio, che consentono di mirare gli interventi nei confronti dei soggetti a più alto rischio di evasione interna ed internazionale.

Il tutto mediante un approccio di polizia investigativa in grado di cogliere “trasversalmente” tutti gli illeciti economico – finanziari comunque correlati ai fenomeni evasivi, non limitandosi, quindi, a scoprire le basi imponibili sottratte a tassazione, ma valorizzando ogni elemento indicativo di violazioni tributarie acquisito, ad esempio, anche nel corso di indagini di Polizia Giudiziaria, degli approfondimenti di segnalazioni per operazioni sospette, dei controlli sulla circolazione transfrontaliera dei capitali.

In questi primi mesi dell’anno in Abruzzo le Fiamme Gialle, sulla falsariga di strategie dettate dall’Autorità di vertice ed applicate sul territorio regionale sulla base delle disposizioni di dettaglio impartite dal generale Attardi hanno eseguito, nello specifico comparto, complessivamente 932 interventi ispettivi, ripartiti in 522 verifiche e 385 controlli, al termine dei quali sono stati conseguiti i seguenti risultati.

Ai fini delle imposte dirette, è stata rilevata e segnalata agli Uffici Finanziari competenti, per il successivo recupero a tassazione, una base imponibile pari a circa 95 milioni di euro (tale importo comprende sia i ricavi conseguiti dai contribuenti infedeli e non indicati nella dichiarazione dei redditi sia i maggiori costi – fittizi o non inerenti – che gli stessi contribuenti hanno indebitamente esposto per abbattere il reddito e, quindi, pagare meno imposte, al netto dei costi loro riconosciuti).

Ai fini IVA, è stata constatata la sottrazione alle casse erariali di circa 27,4 milioni di euro di Imposta sul Valore Aggiunto (questo dato comprende gli importi segnalati agli Uffici Finanziari competenti, per il conseguente recupero a tassazione dell’imposta relativa ad operazioni commerciali che i contribuenti evasori non hanno fatto confluire nella propria contabilità, ovvero che non hanno riportato nelle dichiarazioni pur avendola contabilizzata o, ancora, che non hanno versato nelle casse dello Stato pur avendola indicata nella dichiarazione).

Nel contrasto alla cosiddetta “evasione fiscale internazionale” la base imponibile recuperata a tassazione ammonta a circa 3,8 milioni di euro.

Il lavoro svolto dai finanzieri abruzzesi ha trovato riscontro in termini di concretezza e di effettivo recupero dei tributi evasi con l’adesione dei contribuenti a 7 verbali di constatazione che ha portato all’effettivo recupero a tassazione di oltre 700 mila euro di base imponibile e di circa 19 mila euro di I.V.A. dovuta; l’esecuzione di provvedimenti di sequestro, anche per equivalente, finalizzato alla confisca di 262 unità abitative/immobili, di 18 beni mobili (auto/moto veicoli), di circa 267.000 mq di terreni, di disponibilità finanziarie per circa 4,6 milioni di euro, quote societarie per circa 1,2 milioni di euro, titoli nazionali per circa 270 mila euro, 1 stabilimento balneare, nei confronti dei responsabili di frodi fiscali, quest’ultimi fenomeni di vera e propria criminalità economica, nei quali l’evasione fiscale s’intreccia il più delle volte con la perpetrazione di truffe e bancarotte fraudolente, col riciclaggio di denaro sporco e con altri reati.

Un caso emblematico accertato nel corrente anno riguarda un imprenditore romano, amministratore di una società di capitali con sede nel capoluogo abruzzese, operante nel settore della installazione di impianti idraulici e di condizionamento, che è stato accertato aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti al fine di abbattere il reddito della sua impresa e, una volta scoperto, ha cercato di sottrarsi alla procedura esecutiva, vendendo simulatamente un appartamento ed un terreno alla moglie. La coniuge dell’imprenditore, di fronte al notaio, aveva presentato, come mezzi di pagamento, assegni scoperti, tratti da un suo conto corrente. Gli assegni, emessi per alcune decine di migliaia di euro, chiaramente, non sono mai stati incassati dal marito. Da qui l’accusa per entrambi di sottrazione fraudolenta al pagamento della imposte e l’emissione di un ulteriore decreto di urgenza di sequestro preventivo degli immobili simulatamente venduti. I finanzieri del Nucleo PT L’Aquila hanno così complessivamente sequestrato beni immobili, conti correnti, quote societarie e autoveicoli fino alla concorrenza di 106.139,71 euro corrispondente all’importo delle imposte evase dalla società di capitali.

GLI EVASORI – In termini di sommerso d’azienda, complessivamente, sono stati individuati in questo primo scorcio d’anno dalla Guardia di Finanza 66 evasori, tra totali (57) e paratotali (9) che hanno sottratto all’imposizione una base imponibile pari a circa 89 milioni di euro ed Imposta sul Valore Aggiunto per circa 13,3 milioni di euro.

Rilevante la mole di dati qualificati raccolti dalle pattuglie di “117” delle Fiamme Gialle abruzzesi nel corso del quotidiano e capillare controllo del territorio. Sono 140 i veicoli di grande cilindrata e 27 i natanti individuati nell’ambito di controlli sugli “indici di capacità contributiva” su beni mobili di lusso, espressivi di elevata disponibilità economica: dati che con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo consentiranno la verifica della effettiva capacità contributiva dei relativi intestatari.

Sono 389 invece le segnalazioni pervenute al numero di pubblica utilità “117”: segnale inequivocabile – è stato spiegato stamani nel corso delle celebrazioni per il 240esimo anniversario del Corpo – di una generale rinnovata coscienza sociale da parte della cittadinanza onesta che, sempre più bisognosa di un senso di “legalità economica”, non esita a denunciare comportamenti illeciti.

In materia di scontrini e ricevute fiscali i controlli sono stati 2.400 dei quali 399 sono risultati irregolari (in percentuale del 17%).

LAVORATORI IRREGOLARI – Sono 164 i lavoratori irregolari scoperti dei quali 146 completamente in nero individuati anche attraverso la pianificazione di periodici “interventi a massa” coordinati a livello regionale e/o provinciale, e in taluni casi svolti in collaborazione con le Direzioni Provinciali del Lavoro in ossequio a specifico Protocollo d’intesa stipulato con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

«Sono invece 60 i datori di lavoro verbalizzati per utilizzo di manodopera irregolare. Quest’ultimo rappresenta un fenomeno particolarmente insidioso in ragione della connessione, il più delle volte, con altre forme di illegalità quali l’evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, le frodi in danno dell’I.N.P.S.. Se a ciò si aggiunge il fatto che i lavoratori impiegati in nero non hanno alcune garanzie in termini né previdenziali né assicurativi in caso di infortuni, si può ben intuire – ha affermato il generale Francesco Attardi – come l’azione ispettiva nel delicato comparto assuma particolare rilevanza a beneficio non solo della pretesa erariale ma anche del cittadino “sfruttato”».

LOTTA AGLI SPRECHI SUL BILANCIO PUBBLICO – Accanto alla più tradizionale lotta all’evasione fiscale, la Guardia di Finanza è chiamata anche a contrastare le varie forme di illegalità che recano pregiudizio alle uscite del bilancio comunitario, nazionale e locale, settore nel quale si palesa un’accresciuta sensibilità da parte dell’opinione pubblica. Lo ha ribadito stamani il comandante regionale del Corpo, il generale di Brigata Francesco Attardi.

L’azione delle Fiamme Gialle nello specifico segmento, coerentemente con gli obiettivi imposti dall’Autorità di Governo con i processi di “spending review”, mira ad evitare che le risorse pubbliche diventino preda di truffatori e di associazioni criminali, a danno delle politiche di sostegno alle imprese e alle famiglie, maggiormente colpite dall’attuale crisi economica e della recessione internazionale.

Tutto ciò mediante affinazione dei processi di selezione dei target ed una più accentuata valorizzazione, in chiave trasversale, dei servizi svolti in altri comparti, in modo da indirizzare l’azione di servizio verso la repressione dei più gravi e diffusi fenomeni di frode e mala gestio e verso l’individuazione dei nodi ove si annida inefficienza della gestione dei processi di spesa.

Di assoluto rilievo, in questo ambito, la collaborazione con la Procura della Repubblica della Corte dei Conti e, sul piano organizzativo, la stipula di protocolli d’intesa con gli Enti locali al fine di individuare e reprimere illecite percezioni di provvidenze pubbliche. Molteplici sono i “protocolli d’intesa” stipulati ultimamente dal Comando Regionale Abruzzo: i maggiori Comuni del territorio abruzzese, l’Università di Chieti e Teramo, la Regione Abruzzo, sono i principali enti che collaborano attivamente oramai con i finanzieri abruzzesi in materia di spesa sanitaria, prestazioni sociali agevolate e fondi strutturali.

Non solo lotta all’evasione fiscale, dunque, ma anche recupero delle risorse distolte fraudolentemente dalle finalità pubbliche cui sono destinate. Premiante a tal riguardo è stata l’attività dei finanzieri della Compagnia di L’Aquila che nel maggio scorso, in esecuzione di apposito provvedimento dell’Autorità Giudiziaria inquirente, hanno operato un sequestro preventivo per equivalente di beni per un valore di oltre il milione di euro al termine di un’indagine che ha visto protagonisti in negativo tre soggetti indagati per truffa ai danni dello Stato.

FONDI POST SISMA – Le Fiamme Gialle, nel corso delle attività di monitoraggio sull’impiego dei fondi pubblici destinati alla riparazione degli immobili danneggiati dal sisma, si legge nella relazione dell’attività operativa del Corpo, illustrata stamane dal generale Francesco Attardi, comandante regionale delle Fiamme gialle dell’Abruzzo, hanno concentrato l’attenzione su una pratica per la quale, nel complesso, sono stati erogati circa 1,1 milioni di euro, rilevandone l’assenza dei presupposti previsti dalla legge per l’accesso al finanziamento, dissimulata dai richiedenti, secondo le accuse, grazie anche alla compiacenza di un tecnico incaricato. Tutto nasce dall’istanza prodotta dai beneficiari del contributo, nell’ambito della quale veniva attestato l’utilizzo quale civile abitazione (oltre che, parzialmente, quale esercizio commerciale) di un immobile di quattro piani. I riscontri operati dai finanzieri hanno permesso, invece, di accertare come, alla data del sisma, l’immobile fosse agibile solo limitatamente ai locali del piano terra (presso i quali insisteva l’attivita’ commerciale), mentre i piani elevati erano ancora in fase di costruzione e parzialmente non accatastati. Nonostante ciò, i proprietari dell’immobile avrebbero indicato nell’istanza per la concessione del contributo l’utilizzo a titolo abitativo dei piani elevati, producendo, peraltro, documentazione parzialmente difforme rispetto a quella redatta dai tecnici incaricati della verifica sull’agibilità dell’immobile, tale da indurre in errore i responsabili dell’istruttoria e determinare l’approvazione del contributo pur in assenza dei requisiti.

Sempre nell’ambito della ricostruzione post sisma le Fiamme Gialle avevano già nel marzo scorso accertato l’ennesima presunta truffa finalizzata all’indebito conseguimento di fondi comunitari destinati al ripristino delle attività produttive nella zona del cratere aquilano. Ed anche in questo caso i finanzieri del Nucleo PT L’Aquila, su delega della locale Autorità Giudiziaria avevano sottoposto a sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca, un immobile dal valore commerciale stimato in circa 2 milioni di euro.

FRODI – L’attività di contrasto agli illeciti ai danni del Bilancio dell’Unione, ovvero delle indebite percezioni di finanziamenti nel comparto degli aiuti all’agricoltura, in quello dei fondi strutturali e degli incentivi alla formazione, strumentali al rilancio dell’occupazione e al rafforzamento del tessuto economico, hanno portato i finanzieri a riscontrare 306 violazioni. Il dato è stato illustrato dal comandante generale delle Fiamme gialle in Abruzzo, Francesco Attardi, nel corso della cerimonia della fondazione del Corpo.

In tale contesto sono state denunciate 15 persone, accertati contributi e finanziamenti comunitari percepiti indebitamente per circa 2 milioni di euro.

Nell’ambito delle frodi al Bilancio Nazionale e degli Enti Locali sulla spesa previdenziale ed assistenziale, le fiamme gialle della Regione Abruzzo hanno riscontrato 52 violazioni. I soggetti denunciati sono stati 56. L’attività ha consentito di controllare importi per circa 3,4 milioni di euro ed individuare complessivamente circa 2,8 milioni di euro di finanziamenti indebitamente percepiti.

Entrando nei dettagli, in materia di spesa previdenziale sono stati effettuati 44 interventi ispettivi al termine dei quali 41 sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria. Sono 44 le violazioni riscontrate. Ammontano a circa 1,6 milioni di euro le somme indebitamente percepite a fronte delle quali sono stati sequestrati, anche per equivalente, disponibilità finanziarie per circa 40 mila euro, 7 depositi bancari, 11 immobili e terreni per 46.750 mq.

Sul fronte della spesa sanitaria, nel corso dei primi mesi del 2014 sono stati 27 gli interventi nello specifico e delicato settore, a margine dei quali sono state accertate 28 violazioni e frodi in danno del Servizio Sanitario Nazionale per circa 6 mila euro. Sono 67 i soggetti verbalizzati dei quali 47 denunciati all’Autorità Giudiziaria.

In materia di prestazioni sociali agevolate, hanno permesso i militari delle Fiamme gialle di scovare 27 “falsi poveri”, dei quali 3 sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, ed accertare indebite percezioni per circa 12 mila euro.

In merito ai danni erariali sono state accertate 20 violazioni per oltre 4,8 milioni di euro.

CRIMINALITA’ ORGANIZZATA – Sul fronte alla lotta alla criminalità organizzata, sono stati conclusi finora 7 accertamenti che hanno interessato 157 persone. Il dato emerge sempre nella relazione dell’attività operativa della Guardia di Finanza dell’Abruzzo, letta dal comandante regionale, il generale Francesco Attardi. Nell’ambito dello stesso comparto sono stati sequestrati 4 beni immobili per un controvalore stimato in circa 850 mila euro; sono stati sequestrati 3 beni mobili registrati per un controvalore stimato in circa 23 mila euro; confiscati 4 beni immobili per un controvalore pari a circa 600 mila euro; confiscati 3 beni mobili registrati per un controvalore stimato in circa 17 mila euro. Sono state formulate all’Autorità Giudiziaria proposte di sequestro per circa 1,4 milioni di euro.

Anche nella lotta al riciclaggio dei proventi da attività illecite la Guardia di Finanza ha svolto un ruolo di primissimo piano, riuscendo ad accertare riciclaggio per circa 2,4 milioni di euro. In questo settore sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 9 soggetti; approfondito 227 segnalazioni di operazioni sospette; accertate, nei confronti di 24 soggetti, 34 violazioni alla disciplina sulla circolazione del denaro contante per circa 160 mila euro.

Nei primi mesi del 2014, per tutelare gli imprenditori in difficoltà dall’aggressione degli strozzini, sono stati effettuati 2 interventi che hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria 4 soggetti, tutti accusati di usura.

DROGA – Il traffico di droga rappresenta una delle attività più redditizie per le organizzazioni criminali ed è caratterizzato da una elevata tendenza alla transnazionalità e dalla collaborazione fra cosche di matrice e nazionalità diverse. E’ un altro dei passaggi chiave della relazione del comandante della Guardia di Finanza, il generale Francesco Attardi, riferita ai primi mesi dell’anno.

Le attività del Corpo nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti si sviluppano da una parte con articolate indagini a livello nazionale ed internazionale, rimesse ad articolazioni a ciò specificatamente preposte, inquadrate presso i Nuclei di Polizia Tributaria, dall’altra con la capillare attività di controllo affidata ai Reparti territoriali, in modo particolare presso i porti, gli aeroporti ed i varchi autostradali, anche grazie all’impiego delle unità cinofile.

Stamani è stato ricordato che in territorio abruzzese, nel mese di febbraio è stata conclusa una complessa e vasta indagine denominata “Big Stone” avviata da militari del Nucleo della Polizia Tributaria dell’Aquila e della Compagnia di Giulianova che ha condotto all’arresto di 8 persone per i reati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti a carico dei componenti di una consorteria criminale, costituita prevalentemente da soggetti appartenenti a famiglie rom stanziali legati da vincoli di parentela diretta, operativa sul litorale della provincia di Teramo e della vicina provincia marchigiana di Ascoli Piceno. Oltre alla ricostruzione dell’operatività dell’associazione per delinquere, le indagini svolte dai finanzieri sono state orientate anche a ricostruire il profilo economico-finanziario degli arrestati, al fine di garantire l’aggressione ai patrimoni illecitamente acquisiti attraverso il traffico di sostanze stupefacenti. A seguito di un articolato screening patrimoniale, sono state infatti accertate disponibilità ingiustificate di beni immobili, nonchè di liquidità finanziare sui conti correnti bancari, nell’ordine di circa un milione di euro. Sono stati quindi posti sotto sequestro, su disposizione del Gip del Tribunale dell’Aquila, 2 immobili ubicati nei Comuni di Alba Adriatica e Martinsicuro, nonchè tutte le disponibilità bancarie esistenti sui conti correnti riconducibili agli indagati.

A Teramo invece, qualche giorno fa, i militari della locale Compagnia, nell’espletamento di attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, hanno rinvenuto in delle buste di cellophane di colore nero foglie e arbusti di marijuana, appena tagliati e pronti per l’essiccazione per un peso complessivo di oltre 20 chili.

Complessivamente, da inizio anno, in Abruzzo sono stati effettuati 144 interventi che hanno consentito di identificare e verbalizzare 155 soggetti; denunciare all’Autorità Giudiziaria 47 soggetti dei quali 29 arrestati; sequestrare oltre 57 chili di sostanze stupefacenti, in prevalenza hashish, marijuana, cocaina ed eroina.