E’ morto Enzo Gentile, storico direttore dell’Atam

10 agosto 2015 | 10:24
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E’ morto Enzo Gentile, storico direttore dell’Atam

E’ morto Enzo Gentile, storico direttore dell’Atam, l’Associazione teatrale abruzzese molisana.

Si è spento ieri sera verso le 22.

Enzo Gentile dimessosi dalla carica di direttore dell’Atam due anni fa, è ricordato per il lavoro svolto e l’impegno profuso nel corso degli anni che si è ulteriormente rafforzato dopo il terremoto. Mesi in cui si è impegnato per il rilancio della stagione teatrale.

Marco Fanfani, amico di una vita, lo ricorda così:

«Con Enzo ho lavorato molto e ho imparato molto. E’ stato prezioso nella direzione dell’atam. Quando lui era direttore io rivestivo la carica di Presidente dell’Associazione. E’ un amico di vita e di lavoro».

La senatrice Stefania Pezzopane esprime cordoglio per la scomparsa di Enzo Gentile.

«Da sempre legato al mondo della cultura e allo sviluppo culturale della città, Enzo ci lascia un grande patrimonio di conoscenza e professionalità. È stato un dirigente politico della Dc, quando io militavo nel Pci e non sono mancati i momenti di conflitto. Non sempre siamo stati d’accordo, ma ho sempre riconosciuto a lui autentica passione. Era indubbiamente creativo e pieno di energia. Nutriva un amore sconfinato per la sua città. La sua scomparsa lascia un grande vuoto. Mi stingo al dolore della famiglia, della moglie e dei figli».

«Conoscevo da anni Enzo Gentile, e ho un rapporto di amicizia speciale con il figlio Angelo». Lo dichiara Pierpaolo Pietrucci, Presid. II Commissione Permanente.

«In questo ultimo periodo, dal momento del mio insediamento fino ad un paio di settimane fa, ho avuto modo di lavorare con lui a stretto contatto, a causa della battaglia strenua che combatteva per salvare il destino dell’ATAM, della sua storia e dei suoi dipendenti. Enzo era un uomo che aveva la memoria storica di una grande parte delle vicende culturali e politiche della mia città e della Regione Abruzzo, da decenni. Un uomo che difficilmente si arrendeva e che rivendicava costantemente con forza quello in cui credeva. Veniva da me con le sue idee chiare, la sua documentazione, la sua forza; e anche davanti alla difficoltà di attuare le sue proposte, non si fermava mai.

Sono sinceramente addolorato dalla sua scomparsa improvvisa, e mi stringo alla sua famiglia e ai suoi figli con la convinzione che sapere di che pasta era fatto Enzo potrà alleviare – anche solo di misura – il dolore per la sua prematura morte».