Gli aquilani e il terremoto che logora la psiche

10 febbraio 2017 | 02:05
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Gli aquilani e il terremoto che logora la psiche

Il terremoto del 2009 è ancora troppo vivo nei nostri ricordi, tanto che le emozioni legate ai vissuti di quei mesi non sono state ancora correttamente elaborate e ogni piccola scossa è un riacutizzarsi del trauma. Il terremoto di fatto, dal 2009 ad oggi, sta logorando la psiche degli aquilani.

A lanciare l’SOS in una intervista rilasciata all’agenzia DIRE è Tancredi Di Iullo, presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo (OpA), che spiega che “questo stato di allerta continuo impedisce anche l’emersione del disturbo da stress post traumatico, quale manifestazione terminale del malessere”. Insomma, gli aquilani non hanno ancora avuto il tempo di metabolizzare il tutto e si ritrovano a dover affrontare nuovamente una situazione traumatica come questa, con picchi di ansia e stress difficilmente sopportabili.

Gli aquilani non si fidano degli esperti. Cosa fare?

Bisogna aiutarli a razionalizzare la situazione” sottolinea lo psicologo, puntando il dito contro anche il modo di dare informazioni, che può creare ulteriore allerta. Commissione Grandi Rischi docet.  “E’ necessaria una grande azione di sostegno psicologico di cui dovrebbero farsene carico le istituzioni. Stiamo vivendo qualcosa di non contemplato”.

L’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo “non ha il potere di organizzare i servizi- fa sapere il presidente- ma può svolgere un’azione propositiva verso le istituzioni e in modo particolare verso l’Asl. Qualche giorno fa il direttore generale della Asl de L’Aquila ha fatto un plauso per l’azione svolta dagli psicologi in seguito alla caduta dell’elicottero e ha pensato di organizzare una task force per l’emergenza. Purtroppo, però, concettualmente ancora non si riesce a pensare a questa situazione di logoramento.”

Probabilmente “proporremo degli eventi pubblici insieme agli ingegneri e agli architetti per promuovere dei momenti di comunicazione volti a rassicurare la cittadinanza, consapevoli del fatto che se dovesse poi avverarsi un’altra piccola scossa saremmo punto e a capo. Sembra una frase fatta” sottolinea Di Iullo. “Ma dobbiamo abituarci a far tesoro di quello che ci dicono i sismologi, gli ingegneri e gli architetti.Torniamo ai dati oggettivi, consci del fatto che si sono aperte più faglie e che dovremo conviverci più a lungo. Succede anche in altre zone del mondo ad alto rischio sismico”.

E poi, un monito: “i servizi sanitari e sopra di loro la Regione Abruzzo ancora non concettualizzano la necessità di organizzare servizi per convivere con il terremoto. L’Asl di Teramo si sta organizzando per far seguire agli operatori un corso EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) per gestire l’emergenza di primo e secondo livello. Quegli operatori saranno di aiuto e anche noi- conclude il presidente degli psicologi abruzzesi- proveremo ad organizzare qualcosa sull’EMDR”.

(e.f.)