Cremazione e dispersione ceneri, l’eternità sul Gran Sasso

25 gennaio 2018 | 12:49
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Cremazione e dispersione ceneri, l’eternità sul Gran Sasso

L’eternità in mare aperto, in montagna o nei boschi. C’è chiede che i propri resti vengano rilasciati tra gli Appennini, in mare aperto o c’è chi sceglie che le proprie ceneri vengano liberate nel proprio giardino di casa. Il Capoluogo ne ha parlato con Piero Taffo.
“Solo oggi sono partite cinque salme dirette in cremazione. Sabato invece abbiamo un rito di dispersione in mare. Un ultimo saluto al defunto che ha scelto il mare di San Benedetto per le sue ceneri”.
Come funziona? “Per legge dobbiamo allontanarci un miglio dalla costa o dal porto. Ci si ferma, si spengono i motori e si procede al rito”.
“Abbiamo una nostra barca al porto di Anzio, a Roma sono elevatissime le richieste, e uno skipper personale con cui organizziamo la cerimonia”.
A L’Aquila c’è anche chi opta per la montagna.Nell’anno appena passato la Taffo Onoranze Funebrisi è occupata a L’Aquila di più riti di dispersione in alta quota. “Il Gran Sasso è stato molto gettonato”. Anche in questo caso vanno rispettate tutte le normative, le distanze, il luogo preciso in cui disperdere le ceneri. A visionare il tutto il corpo dei Vigili Urbani o della Capitaneria di Porto, in base al luogo, che ha accesso a tutta la documentazione e a tutti i certificati.
Tutto va fatto nel rispetto delle regole, la parte più complessa è proprio quella burocratica che impone dei passaggi precisi.

600 cremazioni all’anno, i Numeri diTaffo Onoranze Funebri:

“Tra Roma e L’Aquila gestiamo in un anno circa 1.350 funerali. Oltre 100 servizi al mese di cui circa la metà sceglie la cremazione, ovviamente in grande maggioranza nella capitale e con richiesta di affido a casa”.

La volontà di essere cremati

Chi ha deciso di farsi cremare ha varie possibilità per rendere nota questa scelta: un testamento olografo, cioè scritto di proprio pugno; l’iscrizione ad un’associazione pro cremazione riconosciuta o a una società di cremazione; o la volontà riferita al parente più stretto.

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Le regole e i luoghi per disperdere le ceneri

La dispersione delle ceneri è legale anche in Italia. Viene autorizzata, nel rispetto delle volontà del defunto, dall’ufficiale di stato civile del comune nel quale è avvenuto il decesso. Può essere consentita in apposite aree dei cimiteri  o in aree private all’aperto.  Non solo. Le amministrazioni comunali hanno la facoltà di permettere anche la dispersione in natura, in mare, nei laghi, nei fiumi, dalla cima di un monte. Le modalità sono regolamentate dai comuni stessi, per cui è bene chiedere informazioni in anticipo.

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“E’ prassi ormai consolidata prelevare campioni biologici sui cadaveri destinati alla cremazione. Una pratica che viene regolata anche da una legge regionale e che detta un protocollo preciso su come operare” – spiega con precisione Piero Taffo. “I campioni prelevati del defunto devono essere conservati nella Asl di appartenenza per dieci anni. Questo passaggio obbligatorio autorizza la cremazione”.

In Abruzzo manca un forno crematorio

“In nessuna delle quattro province c’è un forno crematorio, siamo costretti a andare sempre fuori: Ascoli Piceno, San Benedetto o Roma dove si dilatano i tempi di attesa. Hanno provato a farlo a San Demetrio, ma l’operazione non è andata a buon fine”.

Taffo cimitero*Telefono: (+39) 0862.31.70.70 E-Mail: info@taffonoranzefunebri.it