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Univaq, crescono offerta formativa e gradimento

12 giugno 2018 | 13:56
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Univaq, crescono offerta formativa e gradimento
Univaq, crescono offerta formativa e gradimento
Univaq, crescono offerta formativa e gradimento

L’offerta formativa dell’Univaq per l’anno accademico 2018-2019 e i dati di Almalaurea, la conferenza stampa.

Un corso triennale di Logopedia, una laurea magistrale in Scienza Applicata dei Dati, laurea magistrale in Scienze dell’Atmosfera e Master in Mediazione linguistica, si amplia l’offerta formativa dell’Univaq, mentre cresce anche il gradimento degli studenti, come confermano i dati di Almalaurea.

Univaq, i nuovi corsi.

É stata la Rettrice dell’Università degli Studi dell’Aquila, Paola Inverardi, ad illustrare stamane in conferenza stampa l’offerta formativa dell’Ateneo per l’anno accademico 2018/2019. Presenti anche il Prorettore vicario Carlo Masciocchi, la Prorettrice delegata agli Affari internazionali Anna Tozzi, il referente di Ateneo per orientamento, tutorato e placement, Giulio Antonini e i direttori di Dipartimento. Come spiegato dalla professoressa Inverardi, quest’anno l’offerta formativa dell’Univaq si arricchisce con un corso triennale di Logopedia, una laurea magistrale in Scienza Applicata dei Dati, laurea magistrale in Scienze dell’Atmosfera e Master in Mediazione linguistica che permetterà l’accesso al secondo anno dell’omonimo corso di Laurea che verrà attivato l’anno prossimo. Intanto prosegue il processo di internazionalizzazione di diversi settori, tra cui quello di Economia, tra i cui corsi registra la presenza di possibilità di conseguire doppio titolo, grazie alla collaborazione con l’Olanda. Il tutto «grazie allo sforzo integrato per l’utilizzo al meglio delle risorse dell’Università». Uno sforzo che ha consentito l’ingresso dell’Ateneo all’interno dei sei Centri di Competenza di Industria 4.0.

I dati di Almalaurea.

A seguire, il professor Antonini ha illustrato i dati relativi ad Almalaurea: rispetto agli anni precedenti, migliora la valutazione dell’esperienza universitaria da parte dei laureati nell’Ateneo aquilano, sia per quanto riguarda il rapporto con i docenti, che per l’adeguamento delle aule; diminuisce la percezione del carico di studio: «Si vede che facciamo lavorare bene». Dati positivi anche per quanto riguarda la condizione occupazionale post laurea; crescono infatti i dati relativi ad occupazione, retribuzione ed efficacia della laurea. Positivo il confronto anche con gli altri atenei regionali e nazionali. Cresce il numero complessivo degli studenti, anche se in leggera frenata sono le immatricolazioni (una 50ina in meno, considerati fisiologici su un dato complessivo comunque in crescita).

Univaq, il nodo del numero chiuso.

In tutto sono già 64 i corsi di studio accreditati, tra cui 39 ad accesso libero, 20 ad accesso programmato nazionale e solo 5 ad accesso programmato locale, come ha tenuto a precisare la Rettrice dell’Univaq: «Dati largamente superiori a quelli degli altri atenei, a parità di dimensione». Per quanto riguarda il numero chiuso, invece, la Rettrice ha sottolineato come la politica universitaria non può cambiare se non cambiano prima le norme. Con il numero di docenti in organico, infatti, il ministero indica numeri precisi e controllati per la formazione dei corsi: «Il nostro sforzo – ha sottolineato la professoressa Inverardi – è quello di mantenere un’ampia offerta formativa, coi i numeri che ci permettono di attivare una classe. L’alternativa è di chiudere alcuni corsi per potenziarne altri, ma poi ne risentirebbe l’offerta formativa che fa del nostro Ateneo ciò che emerge dai dati di Almalaurea. Capisco la battaglia politica di una parte degli studenti, ma noi abbiamo la responsabilità di offrire condizioni di studio adeguate». La Rettrice ha inoltre sottolineato l’impegno per un Ateneo sicuro, con risorse strumentali e didattiche adeguate all’accoglienza degli studenti.

Univaq nel mondo.

Prima di passare la parola ai direttori di Dipartimento, che hanno precisato i contenuti dei nuovi corsi di studio, la professoressa Tozzi ha illustrato il grado di internazionalizzazione dell’Ateneo, con le partnership e i finanziamenti dell’Erasmus Placement: «La nostra Università è quella che è stata maggiormente finanziata e crescono le rischieste di iscrizione da parte di studenti stranieri». Da sottolineare, inoltre, il percorso che porterà diversi corsi di studio – come già avviene per Economia – verso il doppio titolo, italiano e internazionale.