Scandalo al Vaticano, ex dipendente nasconde a Celano tesoro da 2 milioni di euro

16 novembre 2020 | 16:31
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Scandalo al Vaticano, ex dipendente nasconde a Celano tesoro da 2 milioni di euro

Terremoto sconvolge il Vaticano, Fiamme gialle a Celano scoprono in casa del collaboratore di un cardinale un tesoro da oltre 2 milioni di euro. Sequestrati chili di monete e contanti. L’inchiesta è stata portata alla luce dal giornalista Emiliano Fittipaldi.

Oltre ai chili di monete d’oro, anche medaglioni per un valore di oltre 2 milioni di euro nascosti negli armadi, mentre il denaro era conservato in una cesta e  in una vecchia scatole delle scarpe.

Sembra un capitolo del libro di David Yallop, invece si tratta di un’operazione della Guardia di Finanza insieme alla Gendarmeria del Vaticano che ha portato a questa sconcertante scoperta nella casa celanese di Tirabassi, ex funzionario del Vaticano e in un magazzino del padre novantenne. Trovate pure monete e medaglioni per un valore di oltre due milioni di euro.

L’inchiesta, che sta facendo tremare i piani alti del Vaticano, è stata portata alla luce dal giornalista investigativo Emiliano Fittipaldi; Tirabassi è sospettato di aver favorito gli affari dei finanzieri Mincione e Torzi.

“I contanti? Solo normali risparmi”, ha detto durante la perquisizione. Il padre di Tirabassi aveva un negozio di numismatica a Borgo Santo Spirito, a due passi dal Vaticano, per cui parte delle monete potrebbero essere una rimanenza della sua attività e appartenergli di diritto.

Fabrizio Tirabassi è un ex economo della segreteria di Stato del Vaticano ed ex dipendente del cardinale Angelo Becciu e del sostituto Edgar Pena Parra. Becciu, che da settembre scorso non riapre nessun incarico, era stato associato allo scandalo dell’acquisto di un immobile di lusso da 200 milioni di euro a Londra.

Dallo scandalo per l’immobile di Londra è nata questa inchiesta che coinvolge Tirabassi, condotta da Alessandro Diddi e Gian Piero Milano che nei documenti, sempre come riportato dal giornale Domani, lo definiscono “l’economo che ha seguito sin dalla costituzione il fondo lussemburghese Athena Capital Global di Raffaele Mincione“.

Come riporta L’Espresso, il dipendente della segreteria di Stato vaticana era anche direttore finanziario in un’azienda del broker.

E grazie a questo doppio ruolo ha offerto un contributo decisivo per realizzare l’estorsione che ha portato la Santa Sede a pagare 15 milioni di euro di fatture false. Tra i suoi conti, uno allo Ior di oltre un milione di euro.

Nell’inchiesta si ipotizza che alcuni prelati e impiegati laici abbiamo ottenuto da altri soggetti indagati (Raffaele Mincione, il reader Gianluigi Torzi e l’ex banchiere di Credit Suisse Enrico Crasso) denaro e altro, in cambio di favori nella compravendita del palazzo di Sloane Avenue a Londra.

Sono indagati dai magistrati della Santa Sede a vario titolo per peculato, corruzione, abuso d’ufficio, estorsione, truffa, riciclaggio e autoriciclaggio nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita dell’immobile londinese da parte della Segreteria di Stato.

I pm nell’inchiesta hanno già parlato di Tirabassi come il coregista di un’operazione che portò “all’esborso di 5 milioni di euro a favore di Torzi senza alcuna plausibile giustificazione economica”.

Nei giorni scorsi è stata fatta una perquisizione anche a Renato Giovannini, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma (non indagato nell’inchiesta).

Come riporta Il Fatto Quotidiano, secondo gli inquirenti vaticani, Giovannini sarebbe uno degli emissari della Segreteria di Stato nella trattativa con il broker molisano Gianluigi Torzi, che aveva rilevato per conto del Vaticano le quote della società che deteneva l’immobile di Londra dal finanziere Mincione e che per restituirle avrebbe preteso poi 15 milioni di euro.