Indulgenza plenaria, don Daniele Pinton: “Papa Francesco ci ha donato un Anno Celestiniano”

29 agosto 2022 | 16:01
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Indulgenza plenaria, don Daniele Pinton: “Papa Francesco ci ha donato un Anno Celestiniano”

L’AQUILA – Dalla Perdonanza all’Anno Celestiniano, indulgenza plenaria fino al prossimo 28 agosto 2023. Don Daniele Pinton: “Un dono d’amore per la nostra città”.

L’AQUILA – Dalla Perdonanza all’Anno Celestiniano, indulgenza plenaria fino al prossimo 28 agosto 2023. Don Daniele Pinton: “Un dono d’amore per la nostra città”.

“La presenza di Papa Francesco alla Perdonanza è stata dono d’amore per nostra città, che ha creato in tutti quelli che hanno seguito l’evento la sensazione di un Papa che si fa prossimo ai suoi figli e tiene presente le loro sofferenze fisiche e spirituali. Una carezza d’amore con l’ampliamento dell’indulgenza plenaria che ha donato a L’Aquila un vero e proprio Anno Celestiniano“. Così don Daniele Pinton ai microfoni del Capoluogo.it commenta la straordinaria presenza di Papa Francesco alla Perdonanza e l’ulteriore dono della proroga dell’indulgenza plenaria. “Il Papa – ha aggiunto don Pinton – ha rimarcato l’atteggiamento di un territorio e di una città che diventa capitale della misericordia e del Perdono. Questo passaggio della Sua Omelia rappresenta il filo rosso che conduce a quanto fatto per noi. Nella Bolla, il Papa, attraverso la Penitenziera, esorta la Chiesa aquilana a un impegno fattivo, raccomandando ai sacerdoti di essere presenti il più possibile per l’amministrazione dei molti pellegrini che durante tutto l’anno vorranno venire a L’Aquila, dall’Italia e dall’estero, per ottenere un dono così grande”.

Nelle parole di don Pinton anche il riferimento alla ricostruzione degli edifici di culto: “Ci troviamo nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio, che custodisce la Cappella della Memoria. Proprio la memoria costituisce il primo elemento per ripartire.  Questa chiesa rappresenta un’esperienza di rinascita se vogliamo anomala nella ricostruzione, considerato che se giriamo per L’Aquila vediamo che il 90% delle chiese sono ancora da iniziare. Le chiese però sono anima di un territorio non solo a livello religioso, ma anche turistico. Abbiamo grandi opportunità e un tesoro nascosto che sembra non abbiamo il coraggio di tirare fuori. Opportunità per creare percorsi, come in parte si è già iniziato a fare, con le altre città che hanno conosciuto Celestino V, e anche qualcosa in più, come accaduto per il Santiago di Compostela. L’Aquila è una delle città più belle ed è vicina a Roma. Per il Giubileo del 2025 può raggiungere l’apice della sua bellezza, in modo da mostrarsi ai tanti pellegrini che verranno in Italia per l’occasione. La ricostruzione, quindi, può rappresentare il volano per il turismo religioso“.

“Dopo l’esperienza vissuta in questi giorni, anche a livello mediatico, possiamo ottenere grandi risultati per il futuro, se lavoriamo insieme in un clima di grande collaborazione tra Chiesa, enti e istituzioni”.
Un’esperienza riuscita nei più piccoli dettagli grazie alla collaborazione di tutti gli enti e le persone coinvolte, dalla Diocesi al Comune e alla partecipate che hanno reso e potenziato i servizi, restituendo al mondo una città bella, pulita e ricca di storia e di cultura.

L’intervista integrale.