Transumanza, il rito che si rinnova nel ricordo di Pierluigi Imperiale

“I miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare”: ricordando Pierluigi Imperiale parte la Transumanza lungo il Tratturo Magno.
“Settembre andiamo è tempo di migrare”, i versi di Gabriele D’Annunzio che sanno d’antico e quasi di sacro, ben si sposano con il rito della Transumanza che anche quest’anno si rinnova. Giovedì 29 settembre presso il piazzale della basilica di Collemaggio partirà la XVI Edizione del Cammino lungo il Tratturo Magno nel ricordo del dottor Pierluigi Imperiale, custode della tradizione, noto per la sua costante attività portata avanti nel tempo per tramandare il rito e per far sì che tutti potessero conoscerla, anche i giovanissimi.

119 anni fa la poesia “I Pastori” di Gabriele D’Annunzio ha reso famosa la Transumanza sul Tratturo Magno, cogliendone anche il suo aspetto più intimo. Il pastore che si preparava ad un lungo viaggio, le asperità del cammino, l’intimità della traversata lontana da casa, gli imprevisti. Una tradizione antica, che trasuda fatica, storia e passione. Il Tratturo L’Aquila-Foggia, con i suoi 244 km, era il più lungo, grande e il più importante dei cinque Regi Tratturi: per questo motivo, era chiamato anche Tratturo Magno. Convogliava in “300mila passi da muovere” le enormi greggi che provenivano dalle montagne dell’aquilano – Gran Sasso, Sirente e Majella – e le conduceva fino al Tavoliere delle Puglie, toccando in alcuni punti anche il mar Adriatico. La Transumanza, oggi, è riconosciuta universalmente Patrimonio Culturale Immateriale da parte dell’Unesco: titolo ottenuto nel 2019. Una tradizione che negli ultimi decenni è stata raccolta e portata avanti e tenuta in vita da tanti, soprattutto da Pierluigi Imperiale che, come la poesia del Vate, vivrà per sempre nel ricordo di chi ha compiuto insieme a lui questo rito, lungo un cammino quasi “iniziatico”. Lui era la Transumanza, non avrebbe mancato questo appuntamento per nessun motivo, purtroppo però quest’anno non ci sarà, strappato alla vita all’improvviso. Dirigente veterinario della Asl 1 in pensione da qualche anno, tutti lo ricordano sotto il sole di Collemaggio, accanto alle greggi, con gli occhi chiari e luminosi, il cappello in testa, una maglia colorata, pronto a partire con le greggi indossando il suo sorriso comunicativo e sincero. Conosciuto in tutto l’Abruzzo e anche oltre per il suo impegno nella tutela e valorizzazione delle tradizioni pastorali, il dottor Imperiale pochi mesi prima della scomparsa, avvenuta lo scorso 22 agosto, lasciando sconvolta e attonita tutta la comunità, aveva deciso di trasformare la sua casa di Via Garibaldi in un piccolo museo dedicato alla pastorizia.

Transumanza 2022: il programma completo
Giovedì 29 settembre dopo la partenza a Collemaggio si arriverà a Onna dove ci sarà la colazione per i transumanti davanti la Casa della Cultura di Anna. La sera, arrivati al Lago di Sinizzo, verranno lette poesie al tramonto e ci sarà la cena del pastore. Venerdì 30 settembre si arriverà a Capodacqua; successivamente le tappe successive saranno Rosciano, Vacri, Lanciano, Vasto, Petacciato, Nuova Cliternia, San Paolo Civitate e infine, sabato 8 ottobre previsto l’arrivo a Foggia con il saluto da parte delle autorità e la visita al Palazzo della Dogana. Nei giorni scorsi, in ricordo del dottor Imperiale e di altri personaggi che come lui sono stati pilastri del mondo rurale e della pastorizia, durante Terra Madre, è stato annunciato il “Premio nazionale della Pastorizia”, in memoria di Gregorio Rotolo, Giulio Petronio, Pierluigi Imperiale e Giovanni Cialone.

Transumanza e tratturi, non solo tradizione
Nel 1903 il poeta e scrittore abruzzese Gabriele D’Annunzio ne dipinse, in versi mirabili, la bellezza della tradizione e del rito, della fatica e della passione. Versi che hanno reso la Transumanza famosa a livello nazionale ed internazionale. “Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d’acqua natia rimanga né cuori esuli a conforto…”, scriveva ancora D’Annunzio, sottolineando come la transumanza fosse per alcuni aspetti “sofferta” per via della lontanananza, ma al tempo stesso anche una fase necessaria. Il Tratturo Magno nasce da Collemaggio, dove tradizionalmente si raccoglievano i pastori per la partenza, dal sagrato della Basilica. Un rito storicamente accertato sin dalla fine del XIII secolo. Il percorso, dal capoluogo, poi seguiva il corso dell’Aterno, facendo una variante al percorso per passare per la Chiesa di Santa Maria del Soccorso. Si attraversavano i centri di Tempera e Paganica, per ricongiungersi poi al tragitto principale. Superato Poggio Picenze ci si discostava dall’Aterno per risalire in direzione Prata d’Ansidonia e giungendo sull’altopiano di Navelli. Dalla Chiesa di Santa Maria dei Cintorelli, a Caporciano, si apre un secondo tratturo regio, Centurelle – Montesecco, che si sviluppa parallelamente al corso del tratturo L’Aquila – Foggia. Dalla piana di Navelli il viaggio continuava verso la Valle del Tirino, giungendo a Capestrano. Da qui si prosegue verso la Val Pescara, dirigendosi poi in direzione Lanciano. Quindi la costa chietina e Vasto, raggiungendo il confine col Molise. Dal litorale di Petacciato si passa nell’entroterra, quindi alla Valle del Biferno, puntando a sud, direzione Foggia. “Il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciaquìo, calpestìo, dolci rumori.Ah perchè non son io co’ miei pastori?”… Ciao Pierluigi, veglia su questa transumanza!
