Rigopiano, Giampaolo Matrone 8 anni dopo la tragedia: Io e mia figlia viviamo per Valentina

Ottavo anniversario della tragedia di Rigopiano, il primo dopo la sentenza della Cassazione. L’intervista a Giampaolo Matrone.
Ottavo anniversario della tragedia di Rigopiano, il primo dopo la sentenza della Cassazione. Giampaolo Matrone, sopravvissuto 62 ore sotto le macerie: “Sognavo mia moglie che mi portava da bere. Io e mia figlia viviamo per lei”.
Giampaolo Matrone è stato l’ultimo estratto vivo dalle macerie del resort di Rigopiano, 62 ore dopo essere stato travolto dalla valanga, insieme a sua moglie Valentina, che purtroppo non ce l’ha fatta. “La sensazione che non ce l’avesse fatta – ricorda Matrone al Capoluogo d’Abruzzo – l’ho avuta da subito, perché durante quelle terribili ore mi capitava di sognarla come un angelo che mi portava l’acqua. Poi mi svegliavo e naturalmente non c’era, ma sono convinto che quella presenza, insieme al pensiero di nostra figlia Gaia che ci aspettava a casa, mi abbia dato la forza di continuare a lottare e non lasciarmi andare”.
All’epoca la piccola Gaia aveva solo 5 anni. “Ho cercato di non dirle mai bugie; già da subito, quando è venuta in ospedale, le ho detto che la mamma era diventata un angioletto. Sono convinto che la cosa più importante sia la verità e oggi che ha 13 anni sa tutto di quella vicenda. Porta avanti il suo dolore, come io porto il mio, fondendoli insieme in un unico grande dolore. Ad oggi la mia più grande paura riguarda il futuro: abbiamo trascorso questi anni vivendo alla giornata, oggi pensiamo anche al domani, ma non è facile con tutti gli impegni che hanno normalmente tutte le famiglie e Gaia che deve crescere con solo me a scaldarle il cuore, invece che con me e la mamma. Non è facile, ma lei è forte, come lo era Valentina a cui somiglia tantissimo: viviamo per lei“.
Tanti i ricordi felici che naturalmente legano Giampaolo Matrone a sua moglie Valentina, fino a quell’ultimo, prima della tragedia: “Se penso all’ultimo ricordo felice, penso a lei che mi aspettava in stanza, quando rientravo dopo aver pulito la macchina dalla neve. Avevamo ancora la speranza che arrivasse la turbina per aprirci la strada, quindi tenevo la macchina pulita, pronta a partire. Quando rientravo, Valentina mi toglieva cappello, sciarpa e guanti e li metteva ad asciugare e nel frattempo mi dava i suoi. Ecco, se devo pensare a un ultimo momento felice prima di quella tragedia, penso alla sua figura che mi si stagliava davanti quando aprivo la porta e mi veniva incontro per asciugarmi”.
Tanti ricordi, ma anche lo sguardo al futuro: “Quello che ho voluto lanciare come messaggio con il mio libro – spiega – è che la vita è bella e va vissuta in ogni suo momento, che dobbiamo essere sensibili e vicini ai nostri cari sempre, e anche sensibili verso il prossimo. Per quanto riguarda la vicenda di Rigopiano, dico sempre che non è la neve a fare paura, ma è come viene gestita a creare queste tragedie”.

“L’ultimo sopravvissuto, 62 ore sotto la neve, un disastro ancora senza colpevoli”, così si intitola il suo libro pubblicato per Newton Compton Editori lo scorso 20 settembre, prima della sentenza della Cassazione. L’ultima presentazione proprio ieri a Milano, nella libreria Ubik in piazza Duomo, insieme a Pablo Trincia, autore di un docufilm e di un podcast sulla vicenda: “Con i nostri lavori abbiamo cercato di tenere alta l’attenzione in questi momenti particolarmente significativi e sono contento di com’è andata e di come il pubblico ha reagito. Al di là della vicenda giudiziaria, era importante lottare per la verità e la giustizia. Oggi, dopo la sentenza della Cassazione, c’è un clima diverso: c’è meno tensione e meno rabbia, ma naturalmente quella ricerca prosegue. Come tutti gli altri anni, non andrò alle commemorazioni ufficiali di Rigopiano; ho deciso da subito di non trascorrere questa giornata nella tristezza, ma cerco tranquillità. Spero che cali ulteriormente la tensione e la rabbia, in modo che la ricorrenza del 18 gennaio diventi un collettivo bacio verso il cieloper le 29 vittime di Rigopiano“.