Sentenza Cassazione Rigopiano, nelle motivazioni “Era dovuto prevenire il disastro”

11 marzo 2025 | 17:13
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Sentenza Cassazione Rigopiano, nelle motivazioni “Era dovuto prevenire il disastro”

Depositate le motivazioni della sentenza in Cassazione per la valanga di Rigopiano, “Era possibile e anche dovuto prevenire l’evento”

Era possibile prevenire il disastro di Rigopiano? “Era possibile e anche dovuto”. E’ quanto afferma la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza che lo scorso 3 dicembre ha parzialmente accolto le richieste della procura generale disponendo l’appello bis per dieci imputati.

Nella valanga che travolse il resort a Rigopiano il 18 gennaio del 2017 morirono 29 persone.  La prevenzione ‘regina’ per l’incolumità individuale e collettiva”, vale a dire “l’identificazione di Rigopiano come sito valanghivo”, dicono gli ermellini, “avrebbe dovuto attuarsi non a disastro naturalistico inverato” né “nel corso” e “nemmeno nell’imminenza della sua verificazione”. Avrebbe invece “dovuto procedere di molto l’evento” poichè “tale classificazione avrebbe comportato il divieto di accedervi oppure di utilizzare le strutture in esso presenti ovvero ne avrebbe imposto un uso disciplinato (limitato, per esempio, alle stagioni non invernali)”. “Era tal conclusione possibile? – dice ancora la Cassazione – Tale conclusione era possibile e anche dovuta”.

E ancora, Se la strada che portava all’hotel Rigopiano “fosse stata liberata dalla neve”la mattina del 18 gennaio, quando gli ospiti dell’hotel“tentarono invano di abbandonare l’albergo, gli eventi morte e lesioni non si sarebbero verificati”. É un altro dei passaggi delle motivazioni della sentenza. I supremi giudici hanno sottolineato che la disponibilità di mezzi spazzaneve “avrebbe dovuto essere monitorata”:“l’assicurazione della viabilità delle strade quindi la tutela dell’incolumità delle persone, non può che passere attraverso la pronta a disponibilità degli strumenti a ciò necessari”.

rigopiano sentenza appello

Con la sentenza in Cassazione, lo ricordiamo, è diventata definitiva la condanna ad 1 anno 8 mesi per l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo. Provolo è accusato di rifiuto di atti di ufficio e falso. Appello bis invece per sei persone, tutti dirigenti della Regione Abruzzo all’epoca dei fatti, che era stati assolti nei due precedenti gradi di giudizio. Si tratta di Pierluigi Caputi, Carlo Visca, Emidio Primavera, Vincenzo Antenucci, Sabatino Belmaggio, Carlo Giovani, che quindi dovranno affrontare un nuovo processo in Appello. Disposto un nuovo processo di appello per l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. La Suprema corte ha disposto il processo dinanzi ai giudici della corte d’Appello di Perugia. Nuovo processo di secondo grado anche per cinque dirigenti della Provincia e per un tecnico del comune all’epoca dei fatti. Per loro però, così come per il sindaco, potrebbe arrivare la prescrizione delle accuse. Confermata invece la condanna all’ex gestore dell’hotel Bruno Di Tommaso.

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Il disastro di Rigopiano è diventato anche una docuserie Sky Chora Media realizzata da Pablo Trincia  (visibile qui https://programmi.sky.it/e-poi-il-silenzio-il-disastro-di-rigopiano-serie)