Statua del Tritone imbrattata, “È stato un incidente”

Statua del Tritone nuovamente imbrattata durante il corteo dell’8 marzo, la lettera aperta di Fuori Genere: “Un incidente fortuito”
Dopo la notizia dell’individuazione dei presunti responsabili del danneggiamento alla statua del Tritone, avvenuto nel corso del Corteo dell’8 marzo, arriva la lettera aperta del Collettivo Fuori Genere: “Si è trattato di un incidente fortuito, certamente non voluto”.
Il collettivo Fuori Genereaveva risposto alla chiamata nazionale di “Non una di meno” promuovendo un corteo transfemminista per la giornata dell’8 marzo all’Aquila. Nel corso della manifestazione, però, la Statua del Tritone, che era stata recentemente restaurata, ha subito nuovi imbrattamenti.
La lettera aperta di Fuori Genere risponde alle informazione circolate sulla stampa in merito all’identificazione e alla denuncia dei presunti responsabili.
“Ci dispiace rilevare che il quotidiano ‘il Messaggero’ del 24 marzo 2025, con un articolo a firma M.I. dal titolo ‘Denunciati i vandali del Tritone’ ‘Allarme sicurezza’, abbia riportato la notizia della notifica di un verbale d’identificazione, dichiarazione ed elezione di domicilio utilizzando toni e contenuti tanto offensivi quanto enfatici. Per amore di verità e per solidarietà nei confronti de* manifestant* etichettat* come vandali dobbiamo precisare quanto segue.
Nel verbale notificato ai ‘vandali del Tritone’ non risulta ancora indicato un numero di procedimento penale e l’ipotesi di reato non risulta ancora formulata dalla competente Procura della Repubblica; si tratta di una notizia che sarebbe dovuta rimanere riservata, ma così non è stato!
La manifestazione era autorizzata, ha visto una numerosa partecipazione e si è svolta in modo assolutamente pacifico senza creare alcun ‘allarme sicurezza’ e senza alcun fine di vandalizzare o deturpare la città”.
“Abbiamo risposto alla chiamata nazionale di Non Una di Meno, aderendo allo sciopero globale transfemminista e abbiamo attraversato le strade con i nostri corpi e con le nostre voci per il nono anno consecutivo, per una città con servizi sociali, diritto alla salute e all’autodeterminazione.Una città in cui nelle scuole si educhino le nuove generazioni ad una sessualità consapevole, affettiva e al consenso. Per un centro storico e delle periferie illuminati, abitati, accessibili, con servizi e spazi di socialità. Abbiamo gridato il nostro dissenso alla guerra coloniale e al genocidio a Gaza. Alle grandi opere come quella del colosso Snam, che interessa il nostro territorio e che porterà solo sfruttamento e danni indecifrabili. Abbiamo alzato le nostre voci contro il DDL 1660, un’ondata repressiva che colpisce le persone povere, marginalizzate e dissidenti. Un disegno di legge che ci vuole silenti mentre le nostre città diventano cartoline per turisti e non per chi queste città le abita”.
“Quanto al presunto ‘imbrattamento’ della statua del Tritone, si è trattato di un incidente fortuito e certamente non voluto.
Dalla lettura dell’articolo risulterebbe che la Soprintendenza avrebbe già stimato in € 3.000,00 il costo necessario per ripulire la piccola parte della statua del Tritone che sarebbe rimasta colorata dal fumogeno.
Fuori Genere si dichiara pubblicamente disponibile a sostenere i costi necessari nella speranza che saranno contenuti rispetto alle previsioni de ‘il Messaggero’, in modo da utilizzare i pochi fondi disponibili per i fini associativi.
Non siamo vandal* e le nostre manifestazioni non creano allarme per la sicurezza, invitiamo dunque a non strumentalizzare il nostro diritto ad esprimere le nostre idee ed il nostro dissenso verso politiche che non condividiamo.
Si è trattato semplicemente di un incidente rispetto al quale attendiamo le future decisioni della Magistratura”.