2024 nero per incidenti in montagna, raddoppiano le vittime rispetto al 2023

28 marzo 2025 | 07:14
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2024 nero per incidenti in montagna, raddoppiano le vittime rispetto al 2023

ABRUZZO – Sono state 24 le persone che hanno perso la vita in montagna nel 2024, quasi il doppio rispetto al 2023. Il report delle missioni di soccorso: i mesi più critici sono quelli estivi, con luglio in testa.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo presenta il bilancio delle attività svolte nel 2024, evidenziando le 423 missioni di soccorso condotte, che confermano l’importante richiesta di intervento in ambiente montano e impervio. Escursionismo e incapacità tra le cause principali degli incidenti registrati.
In uno dei casi di cronaca avvenuti sulle montagna abruzzesi nel 2024, il corpo di un escursionista non è stato ritrovato: si tratta di Stefano Lanciotti, 35enne disperso sul Gran Sasso. Dopo quasi un mese di ricerche, le operazioni dei soccorritori sono state sospese lo scorso 17 ottobre 2024: di lui, purtroppo, nessuna traccia.
Un altro dei casi avvenuti sulle montagne abruzzesi ha portato invece alla presentazione di un esposto da parte dei familiari delle vittime, Luca Perazzini e Cristian Gualdi, due amici di 42 e 48 anni, entrambi di Santarcangelo di Romagna morti sul Gran Sasso.“La tragedia si poteva evitare”, ha commentato di Luca, Marco Perazzini.

Montagna, i dati in Abruzzo

Il 76% degli interventi ha riguardato situazioni in terreno impervio, seguite dalle operazioni di ricerca (17,5%) e dagli incidenti stradali (4%). Tra le cause più frequenti, le cadute e scivolate rappresentano il 30,4%, seguite dall’incapacità individuale (19,3%) e dalla perdita di orientamento (20,3%).
Raddoppiate le vittime rispetto al 2023: il dato più preoccupante, infatti, riguarda il numero di decessi. 19 persone hanno perso la vita, mentre nel 2023 le vittime erano state 11. Un dato che evidenzia la necessità di rafforzare la prevenzione e la consapevolezza sui rischi in montagna.

Un impegno costante: 9.346 ore/uomo e 1145 soccorritori coinvolti

L’attività del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo si è svolta con il massimo impegno dei 1145 operatori impiegati nel corso dell’anno. Gli interventi hanno richiesto 9.346 ore/uomo, con il supporto dell’elisoccorso: nel 46,3% dei casi è intervenuto l’elisoccorso 118, nel 3,4% i Vigili del Fuoco e nell’1,1% altri enti.
Chi sono le persone soccorse?
Sesso: l’81,4% dei soccorsi ha riguardato uomini, il 18,6% donne.
Età: la fascia più colpita è 50-60 anni (21,5%), seguita da 20-30 anni (16,7%) e 40-50 anni (15%).
Nazionalità: il 93% dei soccorsi ha riguardato cittadini italiani, con una minima percentuale di interventi su stranieri.
Stato fisico: 54,3% persone sono risultate illese, 30,2 % ferite lievemente, 4,7% ferite gravemente.

Quando avvengono più incidenti?

incidenti in montagna

I mesi estivi risultano i più critici, con un picco a luglio (15,9%) e giugno (15,4%), seguiti da agosto (15%). Questo conferma l’aumento dell’affluenza in montagna nei periodi di vacanza e temperature favorevoli.
Solo il 13,2% delle persone soccorse risultava iscritto al CAI, mentre l’86,8% non faceva parte dell’associazione, con ciò il Corpo del Soccorso Alpino rimarca “l’importanza di promuovere una maggiore cultura della sicurezza in montagna”, unitamente a un appello alla prudenza. Di fronte a questi dati, infatti, il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo “invita tutti i frequentatori della montagna ad adottare comportamenti responsabili e a prepararsi adeguatamente prima di ogni escursione. La prevenzione e la formazione possono fare la differenza tra una giornata all’aria aperta e un intervento di emergenza“.

Il report nazionale

Nel corso dell’anno appena trascorso, il CNSAS ha effettuato 12.063 missioni di soccorso, portando assistenza a 11.789 persone. Il dato conferma la stabilizzazione dei numeri su livelli molto elevati, in linea con gli ultimi due anni. Le ore/uomo impiegate sono state 183.846, per un totale di 314.228 giornate/uomo, con 42.589 tecnici volontari coinvolti.

Le cause degli interventi
Le principali cause degli interventi rimangono sostanzialmente invariate rispetto agli anni precedenti:

  • Caduta o scivolata: 43,2%
  • Incapacità durante l’attività svolta: 26,5%
  • Malore: 12,7%

Seguono: altre cause (9,6%), maltempo (4,1%), frane (1,3%), eventi valanghivi (0,7%) e shock anafilattico (0,4%).
Qui il dettaglio