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Approvate le nuove aliquote Irpef Abruzzo, accordo di maggioranza in Consiglio regionale

3 aprile 2025 | 19:32
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Approvate le nuove aliquote Irpef Abruzzo, accordo di maggioranza in Consiglio regionale

Le nuove aliquote Irpef per ripianare la sanità abruzzese sancite dall’approvazione in Consiglio regionale

Consiglio regionale, passa la riforma fiscale con le nuove aliquote Irpef per ripianare il deficit della sanità abruzzese.

Una giornata caratterizzata dalla “invasione” dell’Aula Spagnoli dei manifestanti (sindacati e opposizione), tanto che la seduta si è tenuta nella Sala Ipogea in modalità blindata, senza la partecipazione della minoranza. Le nuove aliquote Irpef sono sancite da un accordo dei partiti di maggioranza, per venire incontro alle richieste di Lega e Forza Italia: rispetto al progetto di legge della Giunta la prima aliquota passa dall’1,63 a 1,67 per cento, la seconda diminuisce da 3,23 a 2,87 e la terza aliquota rimane al 3,33. Il gettito scende da 44 milioni e mezzo (proposta di Giunta) a 40 milioni.

Si partiva da una situazione “piatta”, con le tre aliquote (fino a 28mila euro, 28mila – 50mila, e oltre 50mila) assestate all’1,73 per cento. Si apre ora una nuova fase in cui si chiederà di rivedere i criteri di distribuzione del fondo sanitario nazionale per tutelare l’Abruzzo che è a bassa densità demografica. In questo modo si conta di recuperare risorse e riabbassare così le tasse.

Lungo intervento prima dell’approvazione del Presidente della Regione Marco Marsilio, ha detto: Con la manovra chiediamo tra i 40 e i 45 milioni per coprire l’ammanco, meno del due per cento delle risorse gestite della Regione, in tempi in cui l’inflazione ha fatto in pochi anni il 18 per cento di crescita. Abbiamo ottemperato ad adempimenti come la rete ospedaliera che non ha saputo fare chi è venuto prima di noi, avremmo potuto trovare le risorse altrove, come i fondi di coesione o il bando da 78 milioni ai Comuni, ma non abbiamo voluto farlo”.

Marsilio è andato all’attacco: “Voglio esprimere solidarietà ai dipendenti vittime di violenza fisica e morale, hanno trasformato dopo cento anni quest’aula in un bivacco di manipoli. A parti inverse saremo già in galera: qualcuno dovrà pagare di fronte ai Tribunali. Nessuno di noi si è mai sottratto al confronto e voglio ringraziare la maggioranza per questo esercizio di stile. Tra di noi le cose sono sempre state sufficientemente chiare, ringrazio i partiti della maggioranza per la loro responsabilità, e una volta avuta la loro sintesi l’ho sottoscritta in un minuto. La soluzione produce come risultato di portare ai tre quarti degli abruzzesi un risparmio sul prelievo fiscale. Oggi i sindacati hanno difeso quelli che in un’altra epoca avrebbero definito padroni”.

Inoltre “c’è un tema di tenuta delle finanze pubbliche che riguarda gran parte dei territori: una Regione ricca come il Veneto ha fatto una manovra per reperire 80 milioni, analoga cosa l’ha già fatto la Toscana. L’Emilia-Romagna deve reperire 200 milioni di euro. Eppure su questo abbiamo sentito un fiume di luoghi comuni: i 120mila abruzzesi che non si curano più dipendono dagli effetti della pandemia che hanno determinato un aumento di domanda che si ristabilizzerà, il peggioramento delle liste di attesa quando abbiamo incrementato le prestazioni da 400mila a 700mila. L’errore su cui abbiamo aperto gli occhi e li stiamo facendo aprire a tutta Italia è che nessuno può pensare di dare le stesse risorse all’Abruzzo rispetto a regioni in cui la popolazione è molto più concentrata.  Come sostenere che un milione e 300mila persone dentro il comune di Milano possano essere curate con la stessa spesa di chi queste persone c’è l’ha su un territorio molto esteso? Questo è un tema che ho già portato nella Conferenza delle Regioni, ovvero nuovi criteri di distribuzione del fondo sanitario. Le Regioni a bassa densità demografica hanno uno svantaggio che deve essere compensato nella distribuzione del fondo, ma in ogni caso l’aumento del fondo sanitario disposto dal governo consentirà  in massimo due anni a tornare ad abbassare le tasse”.

Per l’assessore al Bilancio Mario Quaglierile persone che guadagnano meno di 28mila euro, mi ringraziano, perché per la prima volta gli abbasseremo le tasse”.

Il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco ha rilanciato: “Dobbiamo prendere spunto per affrontare non tanto il tema del bilancio e delle aliquote ma di come – dopo avere salvato la rete ospedaliera e lasciato la certezza di avere le aree interne coperte – impegnarci sempre di più, per il miglioramento dei servizi e per mettere riparo ad alcune situazioni che necessitano di essere riparate anche per cause esterne alla Regione Abruzzo”. D’Incecco ha invocato la necessità di un “riparto più equo del fondo sanitario nazionale che ci permetterà di avere più fiato”.

Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha rivendicato: “L’addizionale Irpef viene toccata solo per quei colleghi che stavano protestando in Aula. Abbiamo non solo rimodulato le fasce ma anche stabilito un principio di equità sociale, tutelando le fasce deboli”.

Per Emiliano Di Matteo, capogruppo di Forza Italia, “per la prima volta chi è convinto di vincere la partita permette ai propri ultras di fare invasione di campo per non giocarla: ci hanno fatto un favore. Ma questo è un provvedimento necessario, perché non approvarlo significherebbe che l’11 aprile ci presenteremmo al Tavolo di monitoraggio come gli studenti che non hanno fatto i compiti e applicherebbero tasse ancora maggiori. Fino alla soglia del reddito a 35/40mila euro i contribuenti abruzzesi non patiranno alcun effetto. Siamo riusciti a garantire le cifre necessarie cercando questo costo nel modo più equo possibile, salvaguardando le fasce di reddito più basso, facendo conto che questo sacrificio sarà richiesto in un tempo limitato, forse anche solo questo anno se il presidente Marsilio riesce a ottenere una nuova ripartizione del fondo sanitario nazionale. Serve una stagione di miglioramenti del sistema sanitario regionale”.